Sandro Pertini, appello ai giovani: “Difendete la Repubblica e la democrazia con l’onestà”

“Oggi la nuova resistenza in cosa consiste? Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio. L’onestà… l’onestà… l’onestà. E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto. La politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo; se c’è qualcuno che dà scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato.”

 

In piazza vestiti di nero per chiedere verità per Giulio Regeni

Oggi i partecipanti all’Assemblea generale e attivisti di Amnesty International Italia stanno manifestando in piazza della Scala, al centro di Milano,  per chiedere “Verità per Giulio Regeni”.

Il flash mob raccoglierà centinaia di attiviste e attivisti dell’organizzazione e quanti vorranno partecipare vestiti di nero.

#NeroperGiulio è l’hashtag lanciato in rete.

Papa Francesco: “La felicità non è un’app che si scarica sul telefonino”

La vostra felicità non ha prezzo e non si commercia; non è una ‘app che si scarica sul telefonino: nemmeno la versione più aggiornata potrà aiutarvi a diventare liberi e grandi nell’amore”.

Lo ha detto papa Francesco nell’omelia della messa per il Giubileo dei ragazzi e delle ragazze in piazza San Pietro, davanti a  70 mila giovani dai 12 ai 16 anni, giunti a Roma per l’occasione. “L’amore è libero, è una responsabilità: guai se un giovane non sa sognare, se un giovane alla vostra età non è capace di sognare, è già in pensione“. Parole semplici, che colpiscono al cuore quelle di papa Francesco che riesce sempre a sorprendere come durante la confessione improvvisata dei venti ragazzi vicino al colonnato del Bernini sabato mattina.

ANSA/ETTORE FERRARI

 

 

 

 

Nino Di Matteo: “Mafia e corruzione sono facce della stessa medaglia”

“Mafia e corruzione sono ormai facce della stessa medaglia”.  Il titolare dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, Nino Di Matteo, interviene su Repubblica all’indomani delle parole del giudice Piercamillo Davigo.

“Ma mentre i boss – continua Di Matteo – sono adeguatamente puniti, i corrotti che vanno a braccetto con i padrini sono garantiti da una sostanziale impunità della politica”.

Di Matteo definisce le parole del giudice del pool mani pulite “chiare, coraggiose, la stragrande maggioranza dei magistrati la pensa così”.  Ed evidenzia: “Nei pochi casi in cui si riesce ad acquisire la prova di quei fatti di reato, tutti gli sforzi vengono mortificati dal sistema della prescrizione, che non si riesce a riformare”.

Per leggere tutta l’intervista clicca qui.

 

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Scarichi in mare a Grosseto: il video diventa virale

Mentre preoccupano le notizie che giungono da Genova a causa del cedimento della diga anti-greggio del torrente Polcevera che complica la situazione già compromessa della rottura di un tubo dell’oleodotto della raffineria Iplom, avvenuto il giorno dei referendum sulle trivelle, e del petrolio che si è riversato nel fiume rischiando di arrivare a mare, in rete sta circolando un video, pubblicato dalle Iene Maremmane, in cui si denuncia l’emergenza ambientale che sarebbe attualmente in corso a Marina di Grosseto.

Il video mostra lo sversamento direttamente in mare di scarichi. Tuttavia la guardia costiera, che ha i suoi uffici proprio davanti a dove l’idrovora sta gettando fuori il materiale, interpellata dal Tirreno, spiega però che si tratta di un movimento della sabbia. Le Iene in salsa maremmana puntano il dito contro il fango nero e l’odore nauseante, ma secondo le autorità tutto sarebbe sotto controllo. Fuori controllo è invece la rete e facebook dove le condivisioni della notizia hanno assunto proporzioni epiche.

 

Piercamillo Davigo: “Non hanno smesso di rubare, hanno smesso di vergognarsi”

“Non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi. Rivendicano con sfrontatezza quel che prima facevano di nascosto. Dicono cose tipo: “Con i nostri soldi facciamo quello che ci pare”. Ma non sono soldi loro; sono dei contribuenti”. Sono le parole del magistrato Piercamillo Davigo, nuovo presidente dell’Associazione nazionale magistrati, 24 anni fa nel pool di Mani Pulite, intervistato dal Corriere della Sera.

«Rivoltare l’Italia come un calzino»e le altre frasi celebri di Davigo

Alla domanda se la situazione è peggiorata rispetto agli anni di Mani pulite risponde: «È peggio di allora. È come in quella barzelletta inventata sotto il fascismo. Il prefetto arriva in un paese e lo trova infestato di mosche e zanzare, e si lamenta con il podestà: “Qui non si fa la battaglia contro le mosche?”. “L’abbiamo fatta — risponde il podestà —. Solo che hanno vinto le mosche”. Ecco, in Italia hanno vinto le mosche. I corrotti».

Su Renzi dice: “Questo governo fa le stesse cose. Aumenta le soglie di rilevanza penale. Aumenta la circolazione dei contanti, con la scusa risibile che i pensionati non hanno dimestichezza con le carte di credito; ma lei ha mai visto un pensionato che gira con tremila euro in tasca?.

“Quindi si ruba più di prima?”, chiede il giornalista del Corriere.  “Si ruba in modo meno organizzato. Tutto è lasciato all’iniziativa individuale o a gruppi temporanei. La corruzione è un reato seriale e diffusivo: chi lo commette, tende a ripeterlo, e a coinvolgere altri. Questo dà vita a un mercato illegale, che tende ad autoregolamentarsi: se il corruttore non paga, nessuno si fiderà più di lui. Ma se l’autoregolamentazione non funziona più, allora interviene un soggetto esterno a regolare il mercato: la criminalità organizzata“.