Bauman: “Stiamo camminando su un campo minato, ma non sappiamo dove e quando ci sarà l’esplosione”

Ha coniato la frase “paura liquida” riferendosi a quella sensazione tangibile di ansia profondamente presente nelle nostre vite, nonostante il comfort e la sicurezza dell’Occidente. Un’espressione oggi più che mai attuale, che spiega il malessere contemporaneo.

Uno dei sociologi e filosofi più importanti del nostro tempo, Zygmunt Bauman, interviene nel dibattito internazionale dalle pagine di Al Jazeera.

Con “paura liquida” si intende, secondo Bauman, la paura che scorre nelle nostre vite, che non sta in un posto specifico, ma è diffusa. E il problema è che a differenza del pericolo specifico e concreto, che si conosce e con cui si ha familiarità, è che non si sa dove colpirà.

Stiamo camminando, questa è mia metafora preferita, su un campo minato. Siamo consapevoli che il campo è pieno di esplosivi, ma non possiamo dire dove e quando ci sarà un’esplosione. Non ci sono strutture solide su cui possiamo contare, su cui possiamo investire le nostre speranze e aspettative. Anche i governi più potenti, molto spesso, non sono in grado di mantenere le loro promesse. Non hanno abbastanza potere per farlo”.

“Ad ogni livello della vita umana, si ha la stessa situazione. L’incertezza”, dice.

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I pericoli sono sempre esistiti, sostiene Bauman, ma oggi le cose sono diverse. Viviamo in uno stato di “incertezza continua, che ci fa paura”.

Bauman commenta anche la proliferazione di politici populisti. Nel rispondere perché Donald Trump abbia accumulato un tale seguito, Bauman dice: “Ci sono due valori fondamentali senza i quali la vita umana è semplicemente inconcepibile. Uno è la sicurezza, sentirsi al sicuro. L’altra è la libertà, la capacità di auto-affermarsi, di fare quello che tu realmente vuoi fare, e così via. Sono entrambe necessarie. La sicurezza senza la libertà è schiavitù. La libertà senza la sicurezza è completo caos in cui sei perso, abbandonato, non sai cosa fare.

“Perciò tu hai bisogno dell’una e dell’altra. Siamo incredibilmente più liberi rispetto ai nostri nonni o bisnonni. Ma abbiamo pagato il prezzo. Abbiamo dovuto scambiarlo con la sicurezza“.

Ora, dice, “le persone si trovano a disagio, persi, incapaci di agire con certezza. Quello che sta succedendo oggi, credo, sia la curva del pendolo. Tra le altre cose, significa Donald Trump. Donald Trump è alla ribalta perché chi lo sa, magari futuro presidente degli Stati Uniti. Tuttavia si vede lo stesso andamento in quasi tutti gli altri paesi.”

Sempre più spesso, dice Bauman, la gente cerca politici che sappiano affermare: “Dammi il potere e mi prenderò la responsabilità per il futuro”. Secondo Bauman, questi leader stanno capitalizzando sul sentimento che “la democrazia è molto forte sulla sua bocca, ma non nelle sue azioni”.

Il ricordo del totalitarismo è svanito nelle generazioni più giovani, dice, e nella fase attuale significa che molte persone accettano la retorica di politici come Trump.

Poi affronta la più grande incertezza nel nostro tempo: i profughi in fuga dalle guerre alla ricerca di una nuova vita da costruire in Europa.

Secondo Bauman c’è una “spiegazione psicologica” a quella che si ritiene essere una reazione nervosa dell’Europa ai profughi. “Queste persone che stanno arrivando ora come rifugiati non fanno parte di quelle persone che soffrono la fame, senza pane e acqua. Sono persone che ieri erano orgogliose delle loro case,  della loro posizione nella società, spesso ben educate, e così via. Ma ora sono rifugiati …”.

Rifugiati, dice, che “incarnano tutte le nostre paure” di perdere tutto. “Ieri erano molto potenti nel loro paese, come lo siamo oggi noi in Europa”.

Credo che lo shock sia solo all’inizio“, dice Bauman.

Le possibilità di ospitalità non sono illimitate e la capacità umana di sopportare le loro sofferenze non è illimitata. Quindi dobbiamo esercitare quella che è chiamata empatia, ma, e questo è un grande ma, purtroppo, non vi è alcuna scorciatoia. Il dialogo è un lungo, lungo processo. Richiede un po’ di tempo, un’intera generazione, anche più di una generazione, quindi dobbiamo prepararci per un periodo molto difficile in arrivo“.

Terrorismo, Papa Francesco: “Il mondo è in guerra, ma non di religione!

Si parla tanto di “insicurezza”, dice Papa Francesco. Tuttavia la vera parola da pronunciare è “guerra”. “Il mondo è in guerra, a pezzi”, sottolinea con angoscia Papa Francesco.

“C’era quella del ’14, con i suoi metodi; poi quella del ’39 – ’45, un’altra grande guerra nel mondo; e adesso c’è questa. Non è tanto organica, forse; organizzata, sì, ma è guerra. Questo santo sacerdote, che è morto proprio nel momento in cui offriva la preghiera per tutta la Chiesa, è uno; ma quanti cristiani, quanti innocenti, quanti bambini. Pensiamo alla Nigeria, per esempio. «Ma quella è l’Africa…»”. No ribatte Papa Francesco, non è l’Africa “è guerra”. Poi aggiunge: “Non abbiamo paura di dire questa verità: il mondo è in guerra, perché ha perso la pace”.

“Quando parlo di guerra, parlo di guerra sul serio, non di guerra di religione. C’è guerra di interessi, per i soldi, per le risorse naturali, per il dominio dei popoli. Tutte le religioni vogliono la pace, la guerra la vogliono gli altri, capito?”. Queste le parole che Papa Francesco rivolge ai giornalisti durante il volo Roma-Cracovia per il suo viaggio apostolico e per celebrare la Giornata mondiale della Gioventù.

Terrorismo, Papa Francesco: "Il mondo è in guerra, perché ha perso la pace!

 

L’ultimo struggente messaggio di Letizia Leviti, la giornalista di Sky morta a 45 anni

La bellezza d’animo di Letizia Leviti, la giornalista di Sky TG24 scomparsa di recente in seguito ad una grave malattia, è tutta racchiusa in questo ultimo messaggio che ha voluto lasciare alla redazione.

Giornalista professionista dal 2003, è stata nella redazione romana di Sky TG24 prima in veste di conduttrice e poi di inviata di guerra.

Letizia aveva 45 anni, lascia il marito e tre figli.

Borsellino, Falcone, Impastato e molti altri sconosciuti: “Eroi invisibili”, il brano che celebra la ribellione contro le mafie

Sono appena passati 24 anni dalla strage di Via D’Amelio. Le immagini dei tg appaiono sbiadite, fuori da questo tempo. Lontane.

Eppure tutto è rimasto immutato. A Palermo. In Sicilia. In Calabria. In Campania. A Milano come a Duisburg, passando per la Colombia. La mafia è una invisibile, estesa, ragnatela a copertura globale. La stagione degli stragismi sarà conclusa, ma gli effetti dei traffici mafiosi sono qui, oggi, in questo momento, nelle nostre vite, impattano l’ambiente, la nostra salute, la nostra economia e a volte le nostre scelte. Fino a quando questi traffici non si imbattono in qualche “eroe invisibile”.

Eroi invisibili” è il titolo del brano di Isolati fenomeni per ricordare la strage Paolo Borsellino e la sua scorta, ma non solo.

È un brano al quale teniamo molto – raccontano gli artisti-. Noi, figli del ventennio degli stragismi di terrorismo e mafia, abbiamo assorbito fin dalla più tenera età gli effetti che sulla società e sugli individui producono le oppressioni, la tensione, la privazione della libertà. Da questo, il tratto distintivo del brano ed il messaggio che vi è sotteso: a ciascuno di noi è dato, sulla scorta del sacrificio dei martiri che tutti conosciamo, seguire le loro orme nei più piccoli gesti del quotidiano. Per questo trattiamo di eroi invisibili e disarmati, quindi piccoli, infimi, che, però, compattandosi, acquisiscono un grande potere di reazione. Ci viene in mente in proposito il titolo di una lezione del fisico Richard Feynman: ‘There’s plenty of room at the bottom’ (‘C’è un sacco di spazio giù in fondo’). I singoli atomi, opportunamente istruiti, possono esprimere una forma più rilevante di sintesi chimica. Come la sabbia che, versata per ultima nella bottiglia, ne riempie ogni spazio residuo, avvolgendo e prevalendo su quant’altro di solido già la occupi”.

Borsellino, Falcone, Impastato e molti altri sconosciuti: “Eroi invisibili”, il brano che celebra la ribellione contro mafie ecomafie
Isolati Fenomeni visti da Giacomo Ambrosino Ph. –@giacomoambrosinophotography

Da Qualche giorno il videoclip del brano della band romano-nolana è scaricabile sulla loro pagina Facebook, nonché su Patamu.com, la piattaforma che offre ad oltre 10.000 artisti servizi innovativi anche gratuiti per la tutela delle opere creative dal plagio e l’autonoma amministrazione di diritti d’autore, in alternativa alla SIAE.

Il brano anticipa l’uscita dell’album degli Isolati Fenomeni, “Asteroidi”, prevista per ottobre; sarà disponibile sia in download che streaming su tutte le più note piattaforme, sia in formato fisico, per il quale la band ha pensato ad una realizzazione molto innovativa… ma per ora non scoprono ancora le carte.

Isolati Fenomeni è una band nata nel 2005 dalla fusione di idee e suoni frutto delle differenti (…o meglio: “divergenti”) esperienze artistiche dei suoi componenti, che variano dal folk all’hard rock, passando per il jazz, il funk per finire addirittura all’heavy metal. Da tutto questo non poteva che nascere un genere completamente lontano da ciascuno di questi, “che ci piace definire ‘unclassifiable vintage pop’. Contiene elementi dei generi di provenienza di ciascuno di noi, espressi non tanto nella caratterizzazione del singolo brano, ma nel sound complessivo che l’approccio agli strumenti e l’arrangiamento quasi magicamente producono”.

Il profilo

Isolati Fenomeni è una band nata nel 2005 dalla fusione di idee e suoni frutto delle differenti (…o meglio: “divergenti”) esperienze artistiche dei suoi componenti, che variano dal folk all’hard rock, passando per il jazz.

I brani originali dei Fenomeni spaziano dal funky al blues al vintage pop: dalle note secche e sincopate del funky di “Geese in flocks” alle sonorità e al feeling anni 70 di “M.a.m.a. Milano a mano armata”, brano ispirato al genere cinematografico “poliziottesco” del periodo; oppure alle atmosfere calde del neo-blues “Indizi” .

Dall’uscita nel 2006 del loro album d’esordio, “… in viaggio …”, autoprodotto, gli Isolati Fenomeni hanno performato nei più quotati locali (non solo) romani, tra i quali Stazione Birra, Micca Club, Locanda Blues, Acquofono Club, ConteStaccio, Jailbreak, Caffè latino. Tra concerti, festival e ospitate in diretta radio ed in tv la band al momento conta oltre settanta esibizioni live.

La band è stata finalista al VideofestivalLive 2007 e ad Angeli del Rock 2011 con il brano “Indizi”, e semifinalista Centro Italia di Rock Targato Italia 2011.

La stessa “Indizi”, insieme con “Geese in flocks”, è stata presentata dai Fenomeni in assetto “virtual band” alla Festa Europea della Musica 2007 e ad Italia Wave Love Festival 2007 su Second Life.

Nel 2013 la band è stata finalista di Rock’n’law e selezionata per la finale del Premio Sabina Music Summer con i nuovi brani “Prendere o lasciare” ed “Eroi invisibili” e, ancora con “Indizi”, è stata selezionata per la finale di Emozioni Sonore.

Tra i primi artisti in italia a tutelare le proprie creazioni ed a gestire i relativi diritti con licenze Creative Commons, grazie alla piattaforma Patamu.com, nel 2014 gli Isolati Fenomeni sono stati invitati da Patamu ad unirsi alla cosiddetta “rivoluzione delle 30 band”, per essere i primi in Italia a raccogliere le proprie royalties attraverso un organismo di gestione private, diverso dal monopolista SIAE.

Attualmente, la band gestisce ancora i propri diritti in prima persona o attraverso organismi privati, come Patamu, partecipando attivamente al movimento nazionale per la riforma del regime della proprietà intellettuale e l’abolizione del monopolio della gestione del diritto d’autore ancora in vigore in Italia.

La band ha trascorso i mesi più recenti in studio, lavorando al nuovo album, la cui uscita è prevista per ottobre 2016.

Chi sono

Lori (Ponyo) De Falco – egonarrante,

Aldo (BumBum) Cavallo – basso (unpòloè),

Alessandro (Ale) Conforti – tastipesaNti,

Leonardo (Leo) Pasquino – psycodrums,

Eugenio (Eugyn) Cerocchi – gibSON

Contatti

www.isolatifenomeni.it

www.facebook.com/isolatifenomeni

fenomeni@isolatifenomeni.it

info@isolatifenomeni.it

Il surfista-artista che fa street art in acqua

Suan “Hula” Yoro è conosciuto per i posti piuttosto strambi delle sue performance artistiche.

Lui predilige tutto ciò che è “abbandonato”: pontili, moli, paludi, barche affondate e anche iceberg.

L’artista-surfista hawaiano ha appena realizzato due nuove creazioni Hyper realistic: “Lewa”, rappresenta la fragilità di una donna che emerge dalle acque di un porticciolo in decadenza e un altro in progress sotto al Queensway Bridge di Long Beach. Di seguito mostriamo anche altri murales della sua singolare collezione.

a b “A’o ‘Ana” è un murale ispirato ai cambiamenti climatici che stanno sconvolgendo milioni di vite umane. c d

Details of a recent mural 🌴 Only 2 days left to get this in print in collaboration with @1xrun Link in Bio Una foto pubblicata da HULA | sean yoro (@the_hula) in data:

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Nizza, Mentana: “È possibile che esista una religione che garantisce il Paradiso a chi uccide dei bambini in suo nome?

Riportiamo l’analisi, come sempre lucida, di Enrico Mentana sul massacro di ieri sera a Nizza: “L’Europa ha conosciuto l’orrore assoluto nella sua storia del Novecento: due guerre mondiali, la shoah. Solo poche migliaia di persone ancora ci possono raccontare la ferocia di quella ultima stagione di ferocia. Intere generazioni di europei sono nate e cresciute in pace, con la cultura del rispetto della vita.

Ora la storia ci risbatte davanti agli occhi l’orrore, ogni volta con forme diverse, ma con la costante di azioni compiute contro gente comune: che volta a volta sta lavorando, facendo la spesa, guardando una partita, ascoltando un concerto, bevendo al tavolo di un bar, visitando un museo, prendendo il sole in spiaggia, cenando con gli amici, uscendo dalla metropolitana, entrando in in aeroporto o aspettando i fuochi d’artificio coi bambini nel giorno della festa nazionale.

Muoiono per uccidere, e noi non lo capiamo: cosa c’è di meglio della vita? La risposta terribile che si danno è fatta di vergini e di Paradiso. Ma è possibile che esista una religione che garantisce il Paradiso a chi uccide dei bambini in suo nome?”.

Il canto inarrestabile delle cicale nella terra arsa dal sole è oggi l’immagine della disperazione

Il canto inarrestabile della cicale, la terra arsa dal sole. Sarebbe l’immagine perfetta di un’estate rovente in una campagna italiana. Ma non è così.

Oggi quell’immagine bellissima, dai suoni e sapori estivi, non è più la stessa. La poesia è finita, uccisa dall’urto violento di quei treni che prima facevano da comparsa nell’immagine incantevole della natura.

La meravigliosa quiete si unisce oggi al silenzio assordante dei corpi, alle lamiere accartocciate, alle vite cancellate, ai sogni infranti. Oggi è l’immagine dell’apocalisse, del dolore e della disperazione.

A nord si parla di treni super veloci, a sud si muore su un binario unico

A nord viaggiano i treni super veloci, si parla di tav, a sud si muore su un binario unico. E ora si scava tra i detriti alla ricerca di corpi maciullati e incastrati tra le lamiere.

27 morti e 50 feriti. Un bilancio ancora provvisorio.

Sono pendolari, studenti, turisti, la maggior parte delle vittime dell’incidente ferroviario avvenuto questa mattina in Puglia sulla linea tra Andria e Corato. Una tratta a binario unico. Un treno era di troppo.

Ci sono bambini, che piangono. E insieme a loro tutto il sud, da sempre ultimo, dimenticato, tagliato fuori dai più moderni mezzi di trasporto e infrastrutture.

Non ci sono parole. Solo silenzio.

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Un uomo trasforma un camion in una doccia mobile per i senzatetto

“Una buona igiene promuove la salute, favorisce la speranza, e restituisce dignità a coloro che potrebbero averla persa.” Ne è convinto Jake Austin, che con la sua idea di una doccia mobile a St. Louis, negli Stati Uniti, sta portando sollievo ad una moltitudine di senzatetto.

Per anni Austin con il volontariato aiuta homeless fornendo vestiti e cibo. Inizia poi portando saponi, shampoo e tutto il necessario per la toilette. Tuttavia si rende conto del principale problemi che interessa molti di loro: i prodotti non sono particolarmente d’aiuto senza un posto sicuro per usarli e lavarsi.

Così Austin compra un camion usato e al suo interno crea delle docce, lavelli e specchi. Per ottenere l’acqua si connette a degli idranti esterni e per il riscaldamento utilizza un generatore esterno.

In questo modo, può viaggiare facilmente in tutta la città, fornendo bagni caldi, una confortevole rasatura, e il semplice piacere di una doccia calda per circa 60 persone al giorno. Il progetto “Shower to the People”  ha anche una impresa sociale chiamata Raise the Bar, che impiega coloro che già hanno sperimentato la vita da senzatetto per fare il sapone. Le saponette vengono date alla gente in strada o altrimenti vendute per finanziare il programma.

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Shower to the people offre una soluzione intelligente e conveniente. Austin spera al più presto di espandersi in più città negli Stati Uniti.

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By My Modern Met

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The Pills: “Il mondo fuori da facebook esiste!” (video)

“È la cosa più inquietante del mondo che lei non abbia facebook”. Con questa frase di Luigi dei The Pills nel nuovo episodio della webserie, il trio si trova a dover fare i conti con un fatto “anomalo”: l’esistenza di una persona senza facebook.

Uno sguardo “ironico” su un mondo imprigionato nei social network, che vive di like e amicizie virtuali. Come gli stessi protagonisti che non riescono a capacitarsi di come sia possibile vivere senza il social più social di sempre.

Alla fine il colpo di scena.

Le foto di viaggio più belle secondo il National Geographic

Ecco qui di seguito i vincitori della sezione viaggi del prestigioso concorso del National Geographic, scelti tra 10 mila candidati.

Il primo premio è andato a Anthony Lau da Hong Kong per la sua splendida fotografia di un cavaliere in Mongolia. Tra gli altri vincitori, Hiroki Inoue per la sua splendida immagine delle volpi di Hokkaido, in Giappone; il secondo posto va a Yasmin Mund per lo scatto aereo sui tetti di Varanasi, in India; e il terzo posto a Victor Lima per la sua immagine ultraterrena del deserto di Atacama in Cile.

#1 Vincitore del Gran Premio: Winter Horseman, Inner Mongolia
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#2 Vincitore primo posto, Città: Ben Youssef, Marrakesh, Morocco2

#3 Vincitore secondo posto, Persone: Rooftop Dreams, Varanasi3

#4 Vincitore primo posto, Natura: Wherever You Go, I Will Follow You, Hokkaido, Japan4

#5 Vincitore terzo posto, Natura: Lagunas Baltinache (atacama Desert), Antofagasta, Chile5

#6 Vincitore secondo posto, Città: Silenced, Guangdong Sheng, China6

#7 Menzione d’onore, Città: Divide, Manhattan, New York, United States7

#8 Vincitore terzo posto, Città: Remote Life At -21 Degree, Himachal Pradesh, India8

#9 Vincitore terzo posto, Città: Celestial Reverie, Pulau Pinang, Malaysia9

#10 Menzione d’onore, Natura: Bears On A Berg, Nunavut, Canada10

Queste immagini dimostrano che i fotografi dei matrimoni sono pazzi!

Occasioni speciali richiedono fotografi speciali e a volte così particolari da rendere il matrimonio ancora più singolare, appunto.

Il fotografo del matrimonio solitamente ha bisogno di catturare qualsiasi cosa nella maniera migliore possibile per garantire la perfezione del momento più bello della nostra vita.  È una grande responsabilità, e come si può vedere qui sotto, alcune persone la prendono troppo sul serio!

By Bored Panda

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Le più belle spiagge del mondo viste dall’alto (foto)

La collezione di foto aeree di Gray Malin è, letteralmente, da capogiro.

Anche perché il fotografo di Los Angeles ha scattato le immagini appeso precariamente ad un lato di un elicottero senza sportello. Malin, negli ultimi 5 anni, ha catturato le più belle spiagge del mondo viste da una prospettiva diversa dalla classiche foto che solitamente si fanno delle spiagge: dal Brasile al Sudafrica i suoi scatti mozzafiato immortalano file geometriche di ombrelloni sparsi tra i bagnanti e strati spumeggianti di oceano.

I suoi viaggi lo hanno portato fino alle coste dell’Africa, Australia, Sud America e oltre. Tra le spiagge italiane, Rimini, Amalfi e Capri.

Le più belle spiagge del mondo viste dall'alto (foto)

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La Fontelina, Capri la-fontelina_-capri-_close-up__2_1

Città del Capo, Sudafricabeach 9

Santa Monica, USA beach 8

La Fontalina, Capri. beach 7

Forte dei Marmi, Italiabeach 6

Ipanema, Rio de Janeiro, Brasilebeach 5

Rimini, Italiabeach 4

Rimini, Italia beach 3

Sydney, Australia beach 2

Joatinga Beach, Rio de Janeiro, Brasile beach 1