Fertility day, la campagna della Lorenzin fa indignare il web

Donne sbrigatevi, è arrivato l’arrotino. Anzi, no. È arrivato il momento di figliare. Questa volta non è il rompiscatole del tuo ginecologo a ricordarti che l’orologio biologico corre e bisogna darsi da fare in fretta prima dell’irreparabile, “prima che sia troppo tardi”.  E neanche lo sguardo ammonitrice delle amiche (che hanno già bambini) o delle mamme super apprensive. No, questa volta è il ministro della Salute a suonare la campana della procreazione.

Sì, ecco è successo questo: Beatrice Lorenzin ne ha partorito una delle sue. Il ministero della Salute ha lanciato una campagna social in occasione del #fertilityday promosso per il 22 settembre. E la cosa ha mandato su tutte le furie un bel po’ di persone.

Il ministro Lorenzin ha trasformato un momento importante nella vita di tante donne e anche di tanti uomini, un momento che dovrebbe non essere comandato né programmato ma ordinato solo dall’amore in un dovere, un impegno in nome della fertilità.

La campagna gioca sui sensi di colpa, sulle responsabilità implicite di fronte allo Stato e, peggio ancora, di fronte a noi stesse, su accostamenti impropri quali la creatività e il desiderio di essere genitori (si può essere creativi anche senza figli, neanche a dirlo), sulla bellezza messa in relazione al nostro apparato riproduttivo”, spiega Manuela Campitelli sul Fatto Quotidiano.

“Il fertility day lorenziniano tratta le donne come strumenti di riproduzione, le invita a sbrigarsi, a fregarsene del resto e combattere la denatalità costi quel che costi. Perché la Patria viene prima della realizzazione personale, delle inclinazioni di ognuno di noi, della libera scelta”, scrive Domenico Naso sempre sul Fatto Quotidiano.

Roberto Saviano ha scritto nel suo post: ” “La bellezza non ha età, la fertilità sì” Vuol dire, semplicemente, affrettatevi a fare figli: non avete un lavoro stabile? Che importa. Non siete certi che il vostro partner sia quello giusto? Mio Dio quanti problemi vi fate. Forza, procreate, fatelo a cuor leggero, ché dove mangiano due mangiano tre”.

Strambe o brutte? Le opere d’arte che fanno discutere

Sicuramente molti di voi si saranno imbattuti in qualche scultura o pezzo di opera d'”arte” imbarazzante.

L’arte è destinata a provocare discussioni e questo è un bene.

Tuttavia, alcune opere d’arte, purtroppo, oltre ad essere strambe sono reputate anche brutte dalla maggior parte della gente.
Nella vostra città c’è un’opera d’arte di cui vi vergognate? Postatela qui sotto nei commenti.

Eccone qualcuna postata dal sito Bored Panda.

# 1 Quasi, Christchurch, Nuova Zelanda.
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#2 Santa Claus, Rotterdam, Paesi Bassi.
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#3 Okeanos, San Diego, California
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#4 Lussemburgo

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#5 The Pigduck, Turku, Finlandia.
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#6 Marine Venus, Halifax, Canada.
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#7 Breast Bunch, Arnhem, Paesi Bassi
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#8 Gymnast III, Des Moines, Iowa.
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#9 Oudenaarde, Belgio
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#10 Nathan Bedford Forrest, Nashville, Tennessee.
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#11 Vilnius, Lithuania. (Costato 29 mila euro)
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#12 Campo di mais, Dublin, Ohio.
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#13 Supermam –  Timisoara
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#14 Brest (Francia)
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#15 Omegna, Italia
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Per vederne altre cliccare qui

Orange is the new black: la prigione di Litchfield specchio dell’umanità intera

Orange Is the New Black è una serie televisiva statunitense trasmessa in streaming su Netflix, ideata da Jenji Kohan (già conosciuta per la serie Weeds) con un cast eccezionale di attrici che amerete dalla prima all’ultima.

Se ne ignorate l’esistenza, è arrivato il momento di approfondirne la conoscenza. Vi aspettano quattro succulente stagioni.

La serie, ispirata alle memorie di Piper Kerman Orange Is the New Black: My Year in a Women’s Prison, è ambientata nel carcere femminile di Lichfield.

È qui che succedono innumerevoli episodi, colpi di scena, che vi terranno incollati al divano, senza scampo.

OITNB è sconvolgimento emozionale, è insieme dramma e commedia, gioia e dolore, risate e lacrime.

La prigione di Litchfild è lo specchio di un’umanità intera, spesso alla deriva, in cui si consumano violenze, stupri, omicidi, discriminazioni razziali, soprusi. Ma anche momenti di puro spirito e divertimento.

Ogni episodio illumina un personaggio ogni volta diverso e complesso, ne narra la vita, le vicende personali fino al momento del reato, mettendo in evidenza allo stesso tempo le problematiche della società odierna: il sovraffollamento delle carceri, la prevaricazione razziale e gerarchica.

È arrivato il momento di studiare e prendere a cuore questa serie perché Orange is the new Black tornerà ancora su Netflix per altre stagioni, almeno fino alla sette.

Attenzione al binge watching!

Orange is the news black: la prigione di Lichfield specchio dell'umanità intera

Opere dell’altro mondo: lo psicologo-artista che si ispira a Hayao Miyazaki e Tim Burton

Sono opere dell’altro mondo quelle di Ciryl Rolando, in arte Aquasixio.

L’artista francese crea mondi magici con la sua pittura digitale che scruta la mente e cattura l’aspetto emozionale attraverso colori e immagini surreali e fantasiose.

Cyril non si definisce un artista, ma un semplice appassionato di photoshop, con una marcia in più: quello di essere uno psicologo.

“Tim Burton e Hayao Miyazaki sono le radici del mio mondo. Mi piace il movimento del surrealismo, in particolare il lavoro di Boris Vian”, afferma Ciryl Rolando sul suo profilo DeviantArt. “Mi piace l’assurdità, la creatività e gli universi incantevoli, dove i colori sono in grado di portare più emozioni di mille sorrisi o milione di lacrime.”

Su youtube è possibile trovare anche i suoi tutorial.

Date un’occhiata ai dipinti digitali di Aquasixio e scoprirete un mondo fantastico.

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Another Beach Project, l’altra vacanza esperienziale-sostenibile tra natura e cultura

Andare in vacanza non è soltanto un modo per uscire fuori dalla routine ma può essere un’occasione per esplorare strade diverse, in cui rigenerarsi non solo fisicamente, ma anche emotivamente, intellettualmente, e perché no, spiritualmente.

Another Beach Project è il nome di un campeggio in provincia di Crotone, in Calabria. Esattamente a Isola Capo Rizzuto.

Il campeggio si trova in località Sovereto, su un pezzo di costa selvaggia, tra le braccia di un’affascinante riserva naturale composta da pineta, dune di sabbia e gigli di mare. Un paesaggio mozzafiato, in cui il mare, meraviglioso, fa l’amore con la natura. E in cui le persone sono al centro, non come spettatori o turisti ma come protagonisti attivi della propria vacanza.

Another Beach Project, l'altra vacanza esperienziale-sostenibile tra natura e cultura

Another Beach Project è un altro modo di concepire la vacanza: un progetto di turismo esperienziale-sostenibile gestito da un circolo Arci con lo scopo di offrire ai visitatori “un’oasi di benessere e relax al riparo dalla frenesia della società odierna”.

Another beach project è la spiaggia dallo sguardo umano e non convenzionale. Con un’attenzione particolare all’arte, alla cultura, al cinema, al teatro, alla musica, al cibo sano e a tante altre attività innovative, come per esempio l’horse yoga, un approccio emotivo all’equitazione attraverso lo yoga.

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E ancora aikido per adulti e bambini, il risveglio muscolare in acqua, la rassegna di film documentari, i concerti, i laboratori teatrali, lo spazio con le amache per la lettura di libri che ogni visitatore può condividere con gli altri.

Qui il tempo si ferma e ci si muove con lentezza, con quella rilassatezza e armonia che solo un brano di Bob Marley o Chet Baker riuscirebbero a spiegare.

Qual è il segreto di questa magia?

Bellezza, poesia e umanità sono alla base dello spirito comune e dell’energia positiva che animano il posto.

E che colpiscono al cuore i visitatori.

 

Per informazioni: sito internet Another Beach ProjectFacebook

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