Street Art: prima e dopo. Come trasformare e rendere vivi spazi vuoti e inanimati!

La street art serve a riempire spazi vuoti e noiosi, a colorarli, animarli, renderli vivi.

Per fortuna ci sono tanti artisti in giro per il mondo che hanno trasformato la strada in una galleria d’arte pubblica dando un’anima e un’identità a spazi destinati a rimanere altrimenti brutti ed anonimi.

Date un’occhiata a queste immagini per capire di cosa stiamo parlando. C’è un’immagine che mostra la trasformazione avvenuta e un’altra prima del meraviglioso cambiamento.

#1 Knowledge Speaks – Wisdom Listens, Street Art, Atene, Grecia

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#2 Juliette Et Les Esprits, Montpellier, Francia

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#3 Murale in 3D a Poznan, Polonia

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#4 Renaissance, Le Puy en Velay, Francia

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#5 Giant Starling Mural, Berlino

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#6 Au Fil De Loire, Brives Charensac, Francia

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#7 Photorealistic Mural, Glasgow, Scozia

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# 8 Tutta la città si tinge di colori, Palmitas, Messico

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#9 Topart, Budapest, Ungheria

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#10 Full Moon Hostel, Bristol, UK

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#11 16th Avenue Tiled Steps, San Francisco, California

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(Bored Panda)

 

Kodak Ektra: il nuovo smartphone è una fotocamera vintage

Kodak e il gruppo Bullitt hanno appena presentato il nuovo smartphone Kodak Ektra progettato specificamente per i fotografi.

La nuova fotocamera ha un’estetica vintage che richiama lo stile della macchina fotografica degli anni ’40.

È dotata di 21 megapixel con apertura F2.0. In modalità manuale, gli utenti più esperti possono regolare l’esposizione, ISO, messa a fuoco, bilanciamento del bianco e la velocità dell’otturatore, con i risultati ben visibili sullo schermo non appena vengono apportate le modifiche.

Questa bellezza costerà circa £ 449 e sarà disponibile in tutta Europa a partire dal prossimo anno. Le caratteristiche fondamentali sono le seguenti:
– Sensore della fotocamera 21MP veloce messa a fuoco con F2.0, PDAF, OIS, flash a doppio LED
– 13 MP fase di rilevamento messa a fuoco automatica frontale con F2.2 PDAF
– Processore 2,3 GHz Helio X20 Decacore con 3GB di RAM
– Memoria di 32 GB, espandibile con schede microSD
– 3000mAh, con USB 3.0 Tipo C caricabatteria rapido
– Android 6.0 (Marshmallow)
– Video 4K

Kodak Ektra: lo smartphone è una fotocamera vintage

Kodak Ektra: lo smartphone è una fotocamera vintage kodak-1 kodak-2 kodak-4 kodak-5 kodak-6 kodak-7 kodak-8 kodak-9 kodak3

Per 10 anni ha girato il mondo fotografando posti incredibili: guarda le immagini!

Per oltre dieci anni, ha viaggiato regolarmente in tutto il mondo con la sua macchina fotografica. Si è immerso totalmente nella cultura di ogni regione cercando di ritrarre nei suoi scatti l’essere umano, i suoi pensieri, le sue convinzioni, il suo mistero.  L’essere umano ritratto nella sua spontaneità quotidiana.

Ecco cos’è stato in grado di fare il fotografo Pascal Mannaerts.

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”, Marcel Proust.

# 1 Il ponte U Bein, Myanmar
“Il viaggio di mille miglia comincia con un solo passo”, Lao Tzu.

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# 2 Pescatori dello Sri Lanka a Ahangama
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# 3 La città blu di Medina

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# 4 Una Donna nella Moschea dello Sceicco Lotfollah, Isfahan, Iran

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# 5 Nel blu di Harar, Etiopia

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# 6 I nomadi Tsaatan in Mongolia

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# 7 Fushimi Inari Shrine, Giappone

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# 8 Celebrazioni Holi a Vrindavan, India

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# 9 Un treno arrugginito abbandonato a Uyuni, Bolivia

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# 10 L’alba del deserto di Gobi, Mongolia

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# 11 Celebrazioni Holi a Vrindavan, India

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# 12 Monaci al Tempio di Jokhang a Lhasa, Tibet

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# 13 Il Santuario Storico di Machu Picchu
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# 14 Indù immersi nella piscina piena di acqua colorata durante l’Holi a Nasik, India

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#15 Donne a Varanasi, India
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(Bored Panda)

La tecnologia ci sta cambiando in peggio: il nuovo video di Moby

Ti sei perso nel mondo come me? È la domanda a cui ci sottopone Moby con un nuovo singolo dal titolo appunto “Are you lost in the world like me?”, corredata da un video animazione di Steve Cutts.

Il pezzo descrive la nostra crescente dipendenza dalla tecnologia e la mancanza di interazione umana.
Si concentra sul modo in cui tecnologia ci sta cambiando, rendendoci insensibili, secondo Steve Cutts, l’artista londinese che si è spesso ispirato, nei suoi lavori, ad immagini inerenti la condizione umana, la tecnologia e la società moderna.

Il video inizia con immagini di utenti intenti a fissare stupidamente i loro telefoni mentre cadono in un tombino.

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Una donna invia insensatamente raffiche di “like” dal suo dispositivo.

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Un’altra donna testa un selfie con un filtro che non riflette il suo reale stato d’animo.grid-cell-32389-1476674148-4

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In un’altra scena un uomo molesta una donna in metro mentre gli altri passeggeri fissano ossessivamente i loro cellulari.

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Una donna che si fa un selfie mentre un edificio brucia dietro di lei.

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Scorrono le immagini di utenti “persi” nei loro telefoni cellulari mentre Moby pone una domanda: “Sei libero?”

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Lo scopo delle animazioni è dimostrare che l’interazione uomo-uomo è diminuita. Il protagonista  lotta invano per trovarne una.

Il video termina con una massa di utenti incollati al telefonino che stanno per cadere in un dirupo.

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Serie tv, Black Mirror: La tecnologia non è il male. Il problema è l’uomo e l’uso che ne fa

L’attesa serie distopica “Black Mirror” è disponibile da ieri online su Netflix.

La terza stagione della serie tv britannica, ideata e prodotta da un narratore magistrale come Charlie Brooker, che ha personaggi e scenari sempre diversi per ogni episodio, muove aspre critiche alle destabilizzanti tecnologie moderne e all’effetto assuefazione che hanno sulle persone.

Il titolo si riferisce al freddo schermo nero di ogni televisore, monitor o smartphone in cui è necessario calarsi dentro per riflettere e pensare. Black Mirror mette in luce il disagio collettivo della modernità. Per il produttore Brooker non è la tecnologia il male, ma noi stessi. Non è della tecnologia che dovremmo essere preoccupati. Ma di noi stessi e dell’uso che ne facciamo che potrebbe essere orribile.

Netflix ha commissionato una terza stagione di Black Mirror, con altri sei nuovi episodi. Ogni episodio è a sé stante, come un film intero. Nel nuovo cast ci sono anche Mackenzie Davis, protagonista di Halt and Catch Fire, e Michael Kelly di House of Cards.

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Ogni puntata della serie è così intelligente e sorprendente che nel 2014 ha persino sconvolto un autore come Stephen King che di suspense ne sa qualcosa.

Se ancora non avete mai visto una sola puntata, è arrivato il momento. Partite dall’inizio, dalla prima serie, l’effetto binge watching è garantito.

Serie tv, Black Mirror: siamo tutti schiavi della tecnologia

Tris baltico: Vilnius, Riga e Tallinn in 3 minuti. Sorprendenti capitali da visitare (video)

Un assaggio in tre minuti delle tre capitali dei Paesi baltici: Lituania, Lettonia ed Estonia. Tre piccoli mondi così vicini (e spesso accumunati) eppure così culturalmente diversi.

Vilnius, con la sua esuberanza barocca e la sua vocazione intellettuale, che attiva giovani artisti per le mostre contemporanee e i festival di elettronica.
Riga, capitale internazionale del Liberty, con la raffinatezza dei suoi palazzi vanta la più ricca collezione di architettura art nouveau d’Europa.
Tallinn con il contrasto delle maestosità medievali (il centro storico più grande e antico del Nord Europa) e la sua propulsione all’innovazione (wi-fi free ovunque).


Tris baltico: Vilnius, Riga e Tallinn in 3 minuti. Sorprendenti capitali da visitare (video)

Viaggio a Budapest, la Parigi dell’Est: 2 minuti per innamorarsi del gioiello del Danubio

Ponte perfetto tra Est e Ovest d’Europa, la capitale ungherese è un miscuglio di anime, culture, atmosfere e suggestioni.
In perfetto stile mitteleuropeo (come Vienna e Praga) è forse più autentica e meno “impacchettata” dai circuiti del turismo internazionale.

Coi suoi 10 milioni di abitanti, è uno dei gioielli del Danubio e oggi meta affascinante di tanti viaggiatori che cercano memoria storica ma anche divertimento.

Cosmopolita e vivace, Budapest offre tanto da fare e da vedere, con i suoi caffè bohemien, i musei, i numerosi bagni termali, i caratteristici tram, ma anche castelli e dimore medievali, chiese antiche e la sinagoga più grande d’Europa (la seconda al mondo). Nel cuore di Budapest, sul Danubio, inoltre, sorge l’Isola Margherita, ideale per passeggiare e praticare sport.

 

Viaggio a Budapest, la Parigi dell'Est: 2 minuti per innamorarsi del gioiello del Danubio

Essere homeless: la vita sulle strade catturata da immagini nel mondo

Ci sono milioni di persone, uomini e donne, senza una casa. Secondo un report delle Nazioni Unite gli homeless sono circa 100 milioni.

Photocrowd.com ha gestito un concorso fotografico, dove i partecipanti sono stati invitati a catturare la vita delle persone senza fissa dimora. Questo progetto, che è una sorta di reportage fotografico, nasce con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica al problema “homeless” secondo il punto di vista di chi ha scattato le immagini.

Bambini senza casa nelle Filippine, donne mendicanti in Portogallo, cani randagi che dormono per le strade in India, uomini che trovano rifugio nei portoni dei negozi di lusso del Regno Unito e degli Stati Uniti.

Ecco alcune tra le immagini giudicate migliori al concorso:

Un bambino siede tra la spazzatura nelle strade di Manila, la capitale delle Filippine. Questa immagine è stata scelta come la vincitrice, in quanto è raro vedere un bambino senza casa e senza la protezione di un genitore.

Curriculum bomba (alla crema): un ragazzo ha consegnato il suo cv travestito da corriere

Le aziende ricevono migliaia di curriculum che spesso non considerano nemmeno o addirittura cestinano senza neanche leggere. A meno che non ti inventi qualcosa di originale e ti distingui dalla massa.

Come ha fatto l’esperto di marketing Lukas Yla che ha avuto l’idea e il coraggio di farlo nela maniera più singolare, vestendosi da corriere e consegnando delle bombe alla crema.

“Stavo cercando il modo più diretto per raggiungere i manager delle aziende. Ho pensato che avrei potuto fallire in una competizione tra tanti candidati che hanno esperienza di lavoro a San Francisco”, ha detto Lukas che da Vilnius, in Lituania, si è trasferito a San Francisco per iniziare una nuova carriera.

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Ma l’idea ha funzionato? Certo, Lukas ha presentato i suoi deliziosi CV a più di 40 aziende e ha già ottenuto 10 colloqui.

Chemioterapia, Simona contro Piazza Pulita: “Il fine era farmi passare per una folle”

Ieri sera a Piazza Pulita hanno mandato in onda la storia di Simona De Robertis, una giovane donna malata di cancro che ha liberamente scelto di rifiutare la chemioterapia.

Nel corso della trasmissione viene affrontato un argomento che in questa settimana, soprattutto dopo l’inchiesta de Le Iene su Eleonora Brigliadori, ha sollevato una seria di polemiche intorno al punto fare o non fare la chemioterapia.

Oggi Simona ha replicato perché non ha mandato giù il filmato mandato in onda ieri per una serie di motivi riportati in un post su facebook che pubblichiamo integralmente:

“Ieri sera, a Piazza Pulita, hanno mandato in onda la mia intervista. Un’intervista che non avevo autorizzato, dopo che avevo saputo della Retata in “modalità Iene” al mio carissimo amico Matteo Penzo.

Mi era stata promessa una trasmissione finalmente pulita (non è forse il nome/prerogativa del programma?), con tanti interlocutori diversi e competenti nelle varie discipline. Ciò che invece è stato lo hanno visto tutti gli spettatori del ridicolo dibattito: tre sostenitori della medicina ufficiale (fra cui un giornalista, l’alter ego di Veronesi e – udite udite – Marina Ripa di Meana) e la bravissima dottoressa Brandi (Metodo Di Bella), che non ha mai potuto parlare serenamente.

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Com’è stato introdotta la mia intervista? “La triste storia di Simona, una donna che preferisce lasciarsi morire piuttosto che fare la chemioterapia”. Io la cambierei invece con: “La difficile storia di Simona, una donna che preferisce tentare percorsi di cura diversi, perché ha studiato e alla chemioterapia non crede”.

Mancano molti passaggi significativi dell’intervista, ovviamente. Il fine era quello di farmi passare per una persona folle, che si cura con integratori ridicoli e preferisce suicidarsi pur di evitare la caduta dei capelli e la sopportazione di farmaci salvavita. E, chiaramente, la mia sopravvivenza è stata imputata a quelle due chemioterapie iniziali, che si sa benissimo che da un punto di vista scientifico contano come il due di picche.

Quando Andrea Casadio mi ha intervistata e mi ha chiesto: “Tu pensi che la chemio sia un veleno?”, io ho risposto: “Non sono io a dirlo. Lo sanno tutti”. E poi: “Cosa consigli alle persone che ti chiedono come curarsi?”, io ho risposto: “Di studiare e di scegliere la cura in cui credono. Qualsiasi essa sia”.

Se una donna aderisce ai protocolli ospedalieri e guarisce, io sono FELICE. Ma in queste trasmissioni manca sempre la voce di chi invece non ce l’ha fatta. Persone che hanno aderito a tutto il percorso ospedaliero offerto e sono morte in preda ad atroci sofferenze. A volte, addirittura durante le infusioni.

Le testimoni della validità della chemio, guarda caso, erano le stesse che sono state intervistate nel programma le Iene che ha visto coinvolta Eleonora Brigliadori. La donna che invece è intervenuta perché guarita col Metodo Di Bella (seguita dalla dottoressa Bandi), è stata pressoché snobbata.

Il vantaggio personale che vedo in questa intervista è che forse, finalmente, tutti coloro che mi accusano di essere “malata per finta e per lucro” cominceranno a lasciarmi in pace e convoglieranno le loro energie in qualcosa di meglio. Qualcosa di utile e costruttivo socialmente, magari.

Tengo comunque a precisare che io non offro sostegno psicologico ai malati di cancro. Io sono una Counselor Transazionale e soltanto una piccola parte delle persone che sono venute da me hanno portato questo tema. A loro offro la possibilità di ascoltarsi, per scegliere la cura in cui credono. Qualsiasi essa sia. E non impongo mai il mio punto di vista, perché ritengo che ognuno abbia diritto ad essere sostenuto nel suo.

Io non credo ai conflitti, ai “contro” e alle separazioni. Credo nel sostegno, negli abbracci, nel nido che ti accoglie mentre tutto ti precipita addosso e non sai più da che parte voltarti. E ti senti sola. Sola perché soltanto chi ci passa può davvero capirti.

Io vedo Dio in chiunque. Anche in coloro che mi hanno fatta soffrire e mi perseguitano, puntando il dito su una storia che è soltanto mia. Avrei certamente potuto affrontarla da solista, senza espormi e senza condividerla. Ma non è nel mio carattere. Io sono quella che cerca di trasformare la spazzatura in oro. Anche contro ogni evidenza”.

Per chi non avesse visto la puntata qui il link della trasmissione. 

“Blade Runner 2049”: in arrivo il seguito del film cult

2049 is just one year away. Ridley Scott. Denis Villeneuve. Harrison Ford. Ryan Gosling. #BladeRunner 2049 in theaters October 6, 2017.

Con questo post sui social network è stato annunciato ieri il grande ritorno di un grande film cult.

Torna Blade Runner, il film di fantascienza diretto da Ridley Scott e interpretato da Harrison Ford.

Il sequel Blade Runner 2049 questa volta è diretto da Denis Villeneuve e vede protagonisti, oltre ad Harrison Ford, Ryan Gosling, Jared Leto, Robin Wright, Ana de Armas, Sylvia Hoeks, Carla Juri, Barkhad Abdi e Dave Bautista.

Il film uscirà il 6 Ottobre 2017.

blade-runnerIl seguito è ambientato diversi decenni dopo l’originale, dal 2019 al 2019, con Ford che riprende il ruolo di Rick Deckard.

La prima sceneggiatura era liberamente ispirata al romanzo del 1968 di Philip K. Dick Il cacciatore di androidi.

La trama originale mette in scena una Los Angeles distopica, dove replicanti dalle stesse sembianze dell’uomo vengono abitualmente fabbricati e utilizzati come forza lavoro nelle colonie extra-terrestri.  Il poliziotto Rick Deckard, ormai fuori servizio, accetta un’ultima missione: dare la caccia agli androidi evasi.

Ecco qui di seguito l’annuncio sui social:

Il trailer del 1982:


La pista ciclabile a energia solare che si illumina di blu

La bicicletta è la maniera più eco-friendly per viaggiare, e grazie a questa pista ciclabile ad energia solare che si illumina al buio, lo sarà ancora di più.

La striscia blu luminosa, che si trova nei pressi di Lidzbark Warminski, nel nord della Polonia, è stata creata dal TPA Instytut Badań Technicznych Sp. z o.o per migliorare la sicurezza delle persone che vanno in bici di sera.

È costituita da un materiale sintetico che può emettere luce per dieci ore di fila caricandosi con il sole durante tutto il giorno.

Anche se il concetto trae ispirazione dalla Notte stellata di Van Gogh, la pista ciclabile dello Studio Roosegaarde nei Paesi Bassi, la tecnologia è ben diversa, dal momento che la versione olandese utilizza led, mentre questa è interamente dipendente dall’energia solare.

Attualmente la pista ciclabile è ancora in fase di test, ma speriamo che in futuro questa brillante idea possa essere attuata in tutti i paesi del mondo.

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(Inhabitat)

Polonia: il Parlamento respinge il divieto di aborto. Vince la protesta delle donne in “nero”

Ci sono posti dove le proteste funzionano. Anzi, più che funzionano si fanno.

Posti in cui il popolo non è addormentato davanti una tastiera o sui social network. La Polonia è l’esempio lampante che non la rivoluzione non si fa a colpi di clic. Bisogna scendere in piazza e farsi sentire.

Come hanno fatto le donne polacche, che hanno manifestato contro il progetto di legge che avrebbe introdotto un divieto quasi totale dell’aborto in un Paese che ha già regole restrittive in materia.

Circa 100 mila donne, vestite di nero, a lutto, hanno organizzato manifestazioni in 60 città del Paese. E hanno vinto.

I legislatori polacchi hanno respinto la legge. Una prima battuta d’arresto per i conservatori al potere.

La nazione, in gran parte cattolica, ha già una delle leggi sull’aborto più restrittive in Europa: l’aborto è consentito solo in rari casi – stupro o incesto, quando la vita della madre è in pericolo o il feto è gravemente danneggiato.

La proposta di un ulteriore inasprimento della legge lanciata da un’iniziativa di cittadini che ha raccolto circa 450.000 firme, è stata sostenuta dalla Chiesa cattolica. Tuttavia è stata impopolare per la maggior parte dei polacchi.

Nella protesta, denominata “Lunedi nero”, le donne hanno boicottato il lavoro e si sono vestite di nero in tutta la Polonia.

A girl waves a black flag on Monday as people in Warsaw take part in a nationwide strike and demonstration to protest against a legislative proposal for a total ban of abortion in Poland
A girl waves a black flag on Monday as people in Warsaw take part in a nationwide strike and demonstration to protest against a legislative proposal for a total ban of abortion in Poland

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Largo di Torre Argentina: il santuario romano dei gatti

A Roma i gatti hanno un tempio tutto per loro. Se vi trovate a passare da Largo di Torre Argentina capirete perché.

Se ne sono accorti anche oltreoceano, tant’è che Atlas Obscura dedica a questa piacevole sorpresa, nel cuore dell’antica città eterna, un articolo bellissimo corredato da tante foto.

Largo di Torre Argentina è una piazza di Roma situata nell’antica zona di Campo Marzio. La meraviglia archeologica ospita quattro templi romani risalenti all’età della Repubblica.

È qui che centinaia di felini infestano le rovine in cui è stato assassinato Giulio Cesare.

Tra il 1926 e il 1929 i lavori di demolizione del vecchio quartiere riportarono inaspettatamente alla luce uno dei più importanti complessi archeologici della città: una vasta piazza lastricata su cui sorgono quattro templi, comunemente indicati con le prime quattro lettere dell’alfabeto, poiché la loro identificazione non è ancora del tutto certa. L’area fu inaugurata il 21 aprile del 1929 da Benito Mussolini e da allora la sua sistemazione non ha subito modifiche di rilievo.

La denominazione “Argentina” con cui è nota l’area archeologica, deriva da Argentoratum, attuale Strasburgo, città di origine di Johannes Burckardt (Giovanni Burcardo), cerimoniere di Alessandro VI Borgia, anche noto come il vescovo argentinensis. Egli infatti chiamò Argentina la torre inclusa nel suo palazzo di via del Sudario, oggi sede del Museo Teatrale.

A Largo di Torre Argentina c’è sempre qualcuno, a volte tantissima gente, che si ferma a guardare i gatti che prendono il sole in assoluta pace e tranquillità, lontani dalla frenesia quotidiana di questa splendida città.

Tuttavia questo posto non è l’unico a Roma ad ospitare così tanti gatti.  Basta farsi un giro al cimitero acattolico a lato della Piramide Cestia, un luogo magico da visitare.

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Generazione senza un euro: per vivere in autonomia ci vogliono 2000 euro al mese

L’articolo impietoso porta la firma Dario Di Vico del Corriere della Sera, il quale purtroppo dice una grandissima verità: per lasciare i genitori ed essere autonomi ci vogliono 2000 euro al mese.

Il Corriere la chiama la “generazione dei conquilini forzati”. “Oggi è costretto a convivere anche chi lavora. Per lasciare la famiglia servono 2 mila euro al mese. Un appartamento con due camere da letto costa a Milano 800-900 euro, idem a Roma, a Padova 500, a Catania 360, cifra alla quale vanno aggiunti in media altri 100 euro per bollette varie e spese di condominio, 25 per il wi-fi”.

Per sostenere quest’impegno ogni mese ci vorrebbe uno stipendio rotondo (che non c’è) e dividere le spese è la conditio sine qua non”.  “Vivere sotto lo stesso tetto non è facile, specialmente quando i bisogni e le esigenze legati all’uso degli spazi e alla gestione del tempo differiscono in modo sostanziale”, si legge nell’articolo.

“Un recente studio dell’Istat ci dice che gli under 35 non sposati che condividono lo stesso tetto con mamma e papà sono 6,8 milioni e il 62,5% dei celibi/nubili di quella fascia di età. Al loro interno i mammoni forzati sono per un terzo studenti, un terzo disoccupati e un terzo hanno un lavoro”.  Tuttavia quelli che con un lavoro non hanno uno stipendio sufficiente “per prender casa fuori e mollare gli ormeggi”. Non ci sono numeri precisi, secondo l’indagine portata avanti dal Corriere della Sera, “ma si può stimare che serva uno stipendio di 2 mila euro nelle grandi città per poter traslocare definitivamente”.

Generazione senza un euro: per vivere in autonomia ci vogliono 2000 euro al mese

“Di paghe di questo tipo non ce ne sono molte in giro (neanche un ingegnere riesce ad arrivarci nei primi anni di lavoro) e quindi viene fuori la tattica di cercare un coinquilino”.

Chi fa la scelta, secondo il Corriere, di andare a vivere da solo è a suo modo “un piccolo eroe perché non si perde d’animo e in nome dell’autonomia e della crescita personale decide di fare almeno un passo e provare a tagliarsi i ponti dietro”.

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Il diamante di Shiraz: la moschea che lascia a bocca aperta!

Shah Ceragh è una moschea di Shiraz, in Iran. Che tradotto significa “imperatore della luce” ed è facile capire perché.

L’interno di questa struttura è sbalorditivo: dispone di milioni di piccoli frammenti di specchio che rimbalzano la luce in tutte le direzioni.

Il sito ha un passato piuttosto misterioso. È la tomba dei fratelli Ahmad e Muhammad, figli di Mūsā al-Kāẓim e fratelli di ‘Alī al-Riḍā. I due trovarono rifugio a Shiraz durante la persecuzione operata dagli Abbasidi contro i musulmani sciiti.

Secondo una storia, un Ayatollah avvistò qualcosa brillare da lontano. Si avvicinò all’area per indagare e trovò una tomba illuminata.

La zona divenne meta di pellegrinaggio per i musulmani sciiti. Una struttura è stata costruita per ospitare la tomba e col passare del tempo è diventata sempre più complessa.

La natura brillante come un diamante attira pellegrini e turisti provenienti da tutto il mondo.

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(Bored Panda)

Come vincere un libro al mese per tutta la vita

Attenzione lettori di tutto il mondo quest’annuncio è per voi.

Così accoglie i suoi utenti sul sito la libreria londinese Heyhood Hill.  Con un annuncio memorabile. Per celebrare il suo 80° anniversario, la libreria indipendente di Londra presenta ai lettori del mondo una bellissima iniziativa: vinci un libro al mese per tutta la vita.

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Per partecipare al concorso e per avere la possibilità di essere sorteggiato, il lettore deve semplicemente indicare i libri più significativi della propria vita. Naturalmente tra quelli pubblicati in inglese da quando la libreria ha aperto nel 1936.

Il primo premio “La libreria di una vita” consiste nel ricevere un libro ogni mese per sempre. Il secondo premio “Un anno in libri”, è un libro ogni mese per un anno e il terzo premio è un libro ogni due mesi per un anno.

Si può partecipare al concorso compilando il modulo presente nel sito. Il concorso scade il 31 Ottobre 2016.

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