La pittura densa e potente di Zanbagh Lotfi in mostra a Roma

La galleria Richter Fine Art di Roma inaugura la stagione espositiva 2017 con un’esposizione personale – la prima in galleria – della pittrice Zanbagh Lotfi.

La mostra dell’artista iraniana verrà inaugurata lunedì 13 febbraio e resterà allestita fino al 21 marzo.

Nata nel 1976, Lotfi si è formata dapprima a Teheran e successivamente in Italia, all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove vive e lavora.

Il titolo della mostra, È stato forse ieri, prende in prestito uno dei passaggi più celebri dell’incipit del libro Lo straniero, pubblicato dal filosofo e scrittore francese Albert Camus nel 1942: la frase sintetizza in maniera incisiva lo stato di smarrimento e di languore che caratterizza il racconto, evocando una memoria che affiora in maniera inesatta, non “fotografica”.

La stessa “temperatura” si ritrova nelle opere di Lotfi: la sua è una pittura densa e potente, dove colore e immagine si contendono lo spazio della tela, dando origine a rappresentazioni vorticose e inquiete. Nel lavoro dell’artista iraniana si fondono autobiografia e storia collettiva, memoria individuale e condivisa; come osserva il critico Christian Caliandro, i lavori recenti di Lotfi costituiscono “un gioiello di comprensione, d’immersione, di compenetrazione di piani, di tempo ritrovato, di memoria ricreata, di gusto riattivato e di frammenti che si fondono e si ricompongono in vita nuova”. È stato forse ieri, prima personale di Lotfi a Roma, sarà l’occasione per osservare l’ultima parte della sua produzione artistica, in particolare la serie di dipinti – di diverse dimensioni – Memory Vague, buona parte dei quali realizzati appositamente per la mostra.

L’esposizione, in programma fino al 21 marzo, sarà accompagnata da una pubblicazione con tutti i lavori presenti in mostra e una conversazione tra Christian Caliandro e Saverio Verini sulla poetica di Zanbagh Lotfi.

 

0. Ritratto di Zanbagh Lotfi. Photo credit: Lianna Mkrtchyan.
Ritratto di Zanbagh Lotfi. Photo credit: Lianna Mkrtchyan.
1. Zanbagh Lotfi, Memory Vague, 2015. Tecnica mista e olio su tela, 150 x 135 cm.
Zanbagh Lotfi, Memory Vague, 2015. Tecnica mista e olio su tela, 150 x 135 cm.
2. Zanbagh Lotfi, Memory Vague, 2015. Tecnica mista e olio su tela, 150 x 135 cm.
Zanbagh Lotfi, Memory Vague, 2015. Tecnica mista e olio su tela, 150 x 135 cm.
3. Zanbagh Lotfi, Memory Vague / 1361, 2015. Tecnica mista e olio su tela, 150 x 135 cm.
Zanbagh Lotfi, Memory Vague / 1361, 2015. Tecnica mista e olio su tela, 150 x 135 cm.

 

La galleria Richter Fine Art, a pochi passi da Castel Sant’Angelo, nasce per volontà di Tommaso Richter, trentenne, collezionista e appassionato d’arte, che ha avviato l’attività ristrutturando l’antica bottega di un fabbro, proprio accanto allo spazio espositivo dedicato all’antiquariato e gestito dalla famiglia: una prosecuzione quasi fisiologica dell’attività, che dall’arte antica arriva ai giorni nostri. Tommaso Richter definisce fin da subito la direzione della galleria, che intende presentarsi come un “laboratorio” di sperimentazione attorno ai linguaggi della pittura e alle possibilità che il mezzo offre, come testimoniato dalla mostra collettiva Non amo che le rose che non colsi, aperta da ottobre a dicembre 2016.

Zanbagh Lotfi è nata nel 1976 a Teheran, in Iran. Si è laureata in pittura e illustrazione all’Università d’Arte di Teheran. Nel 2003 si trasferisce in Italia dove si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Attualmente vive e lavora fra Firenze, Verona e Teheran. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. Tra i progetti più recenti: Visioni ritrovate, Marco Rossi Arte Contemporanea, Verona (2016); La prima notte di quiete, varie sedi, Verona (2016); Monta(g)na, Isolo 17 galleria d’arte contemporanea, Verona (2015); Imago Mundi, Luciano Benetton Collection, Fondazione Cini, Venezia (2015); Here Now, Aun Gallery, Teheran (2012).

 

Inaugurazione: lunedì 13 febbraio 2017 dalle ore 18.30, ingresso libero

Durata mostra: dal 13 febbraio al 21 marzo 2017

Orari: dal 14 febbraio al 21 marzo 2017: dalle 13.00 alle 19.30 dal martedì al venerdì e il sabato dalle 09.00 alle 20.00

Sito internet: http://www.galleriarichter.com/

Fb account: Galleria Richter Fine Art

‘Modus Legendi’, la rivoluzione dei lettori che scelgono il loro bestseller

Era l’anno 1980. Il libro più venduto in Italia era Il nome della rosa di Umberto Eco, che nel mondo fece 50 milioni di copie.
Oggi il caso letterario (inteso come campione di incassi) è 50 sfumature di grigio.

Perché?

Perché l’imperativo è vendere, vendere, vendere.

Dunque un libro di successo si sceglie a tavolino, affinché abbia tutti gli elementi per portare a casa il risultato (personaggi stereotipati, un certo ritmo, un pizzico di pruriginoso, la solita storia che tira… eccetera). Questo fa sì che un bestseller non sia sempre sinonimo di qualità, di autenticità, di originalità, di bravura, di onestà.

Come invertire la rotta? È possibile che i lettori che amano i libri, che si nutrono di letteratura di qualità, scelgano quali titoli diventino un successo?
È possibile una sorta di “rivoluzione dei lettori” per promuovere  la qualità dal basso, senza padrini e senza sponsorizzazioni?

È ciò che si sono chiesti Angelo Di Liberto e Carlo Cacciatore, animatori del gruppo di lettura su Facebook Billy il vizio di Leggere (più di 13.000 membri), nell’ideare l’iniziativa Modus legendi.

«Oggi bastano 3.000 copie vendute per gridare al successo e per una casa editrice piccola anche meno, circa 1500» spiega  Angelo Di Liberto. «Immaginate una moltitudine di lettori che compra in massa lo stesso testo di un piccolo editore. Immaginate che 3.000 copie di un libro volino via dagli scaffali delle librerie italiane. Sarebbe un successo! Si parlerebbe di un testo che inspiegabilmente  è balzato all’attenzione del pubblico. Si scatenerebbe il passaparola, tutti lo comprerebbero. Noi possiamo creare il miracolo».

Il funzionamento di Modus Legendi è molto semplice: si decide una rosa di cinque libri, tutti di piccole o medie case editrici italiane, tutti di grande qualità, e si fa un sondaggio. I lettori decidono quale dei cinque libri diventerà un caso editoriale e, finite le votazioni (che chiudono il 22 gennaio 2017) si comprerà in massa il libro vincitore.

La settimana dell’acquisto partirà a febbraio, e tutti coloro che avranno votato saranno avvisati sulle date precise.

Il nostro preferito
Dalla rosa dei 5 titoli di questa edizione, noi abbiamo scelto Neve, cane, piede di Claudio Morandini (Exòrma, 2015), una piccola perla letteraria che ha avuto, oltre al riconoscimento di moltissimi lettori, anche quello della critica; ha vinto infatti l’importante Premio Procida-Elsa Morante 2016.

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Come si vota?
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Sulla nostra scelta
«Neve, cane, piede  racconta l’oblio gelidamente stravagante, le cose che smarriscono i contorni, i ricordi che si fanno indistinguibili dall’immaginazione, le conversazioni col quadrupede, […] ci rivela il mondo nella sua natura di tragicomico enigma». Giorgio Vasta (Il venerdì di Repubblica)

«Un romanzo che più somiglia a una lunga favola nera, in cui la montagna parla come creatura ventriloqua attraverso le voci degli animali […]. Un libro che non somiglia a nessuno nel panorama italiano degli ultimi anni, leggero e durissimo». Giorgio Ghiotti (l’Unità)

«Un libro di speciale qualità letteraria, […] una lingua che suona come un violino potente e insieme preziosamente spiritato». Orazio Labbate (Il Sole 24 Ore)

Adidas ignora lo spot creato da uno studente e il video diventa virale

Adidas ha ignorato lo spot commerciale creato da uno studente per l’azienda e ora quel video è diventato virale.

Lo spot del filmmaker 26enne, Eugen Merher, ruota intorno al protagonista, un anziano ex maratoneta tedesco che trascorre una vita piuttosto monotona in una casa di riposo, finché un giorno ritrova le sue vecchie scarpe da ginnastica Adidas e decide di rivivere la sua gioventù riprendendo a correre.

La casa di riposo cercherà di dissuaderlo ma alla fine l’ex maratoneta riuscirà a riprendersi la sua libertà.

Il video è stato ignorato dal Dipartimento comunicazioni di Adidas. Guardalo qui sotto