Questa band ha fatto un video che non è mai lo stesso ogni volta che lo rivedi

Un video in continua evoluzione, che cambia ogni volta che lo rivedi e riascolti il brano.

Loro sono gli Shaking Chains. Magari il nome non ci dirà nulla.

Tuttavia quello che si sono inventati è singolare: per il loro singolo ” Midnight Oil” hanno realizzato un video che non si ripete mai.  Ciò significa che il video che io ho visto e quello che vedrete non sarà mai identico. Magia!

Con un  algoritmo hanno saccheggiato youtube di tutte le immagini possibili ed immaginabili, basandosi su 100 termini di ricerca collegati ai contenuti della canzone. Hanno raccolto così brevi clip da vari video in circolazione assemblandoli in maniera adeguata al loro pezzo.

Il video si può vedere cliccando nel link qui di seguito midnightoilfilm.com.

Questa band ha fatto un video che non è mai lo stesso ogni volta che lo rivedi

 

Flavio Insinna: “La vera emergenza è la guerra, non chi arriva o quanti ne arrivano o da dove arrivano”

Flavio Insinna, nel corso della trasmissione Rai #cartabianca, condotta da Bianca Berlinguer, è intervenuto con una dichiarazione che è diventata virale: “Io sto con gli oppressi”.

“Mi piacerebbe che questo paese trovasse, o ritrovasse, la necessità di aiutarsi, così come sente il bisogno di respirare e di bere”, dice Insinna da sempre impegnato nel volontariato, descrivendo un paese “malato di indifferenza e solitudine”.

“Se voi dividete il mondo in italiani e stranieri, io lo divido in oppressi e oppressori. Io starò con gli oppressi tutta la vita. E un siriano ti dirà ‘io voglio tornare a casa mia’, ma non ci può tornare”, ha aggiunto durante l’intervento che potete ascoltare nel video qui sotto.

 

Perché i bambini non dovrebbero stare seduti in classe

Rimanete seduti! È il mantra di ogni classe.

Ma questa tesi sta cambiando e lo evidenzia il fatto che i momenti di intervallo “attivo”, la “ricre-azione”, durante il giorno, aiutano i bambini a imparare meglio e ad essere più attenti in classe.

Infatti un numero crescente di programmi progettati per promuovere il movimento sono in corso di adozione nelle scuole.  (Almeno in quelle statunitensi, ndr)

“Dobbiamo riconoscere che i bambini sono propensi al muoversi”, ha dichiarato Brian Gatens, il sovrintendente delle scuole nel distretto di Emerson, in New Jersey. “Nelle scuole, a volte, ci spingiamo contro la natura umana nel chiedere ai ragazzi di stare fermi e zitti per tutto il tempo”.

“Cadiamo nella trappola che se i bambini sono silenziosi e scrivono con la testa bassa sul banco, pensiamo che allora stiano imparando,” ha aggiunto Mr. Gatens. “Ma quello che abbiamo scoperto è che il tempo attivo utilizzato per stimolare il cervello rende tutti quei momenti ancora migliori”, o più produttivi.

Un rapporto datato 2013 dell’Istituto di Medicina ha concluso che i bambini più attivi “mostrano maggiore attenzione, hanno un’elaborazione cognitiva maggiore e più veloce e prestazioni migliori nei test accademici standardizzati rispetto ai bambini che sono meno attivi”. E uno studio pubblicato a gennaio dalla Lund University in Svezia, dimostra che gli studenti, soprattutto i ragazzi, che fanno educazione fisica quotidianamente, vanno meglio a scuola.

Perché i bambini non dovrebbero stare seduti in classe“L’attività fisica quotidiana è un’opportunità per la scuola media che vuole diventare una scuola ad alta prestazione”, ha dichiarato Jesper Fritz, uno studente di dottorato all’Università di Lund e medico nell’Ospedale Skane University di Malmo, autore principale dello studio.

“L’attività aiuta il cervello in tanti modi”, ha detto James F. Sallis, professore di medicina della famiglia e sanità pubblica all’Università di San Diego in California. Sallis ha fatto delle ricerche sulla relazione tra gli intervalli e il comportamento in classe. “L’attività stimola più vasi sanguigni nel cervello supportando più cellule cerebrali. E ci sono prove che i ragazzi attivi fanno meglio nei test standardizzati e prestano più attenzione a scuola”.

John Ratey, professore associato di psichiatria alla Harvard Medical School ha spiegato: “ Il movimento attiva tutte le cellule del cervello che i ragazzi stanno usando per imparare, sveglia il cervello“.

“Inoltre”, ha aggiunto, “i bambini vanno più volentieri a scuola; è divertente fare queste attività.”

Tuttavia non tutti i distretti stanno abbracciando questa tendenza che punta al movimento in classe.

“La linea di fondo è che con solo sei ore e mezza di scuola durante il giorno, la priorità è accademica”, ha detto Tom Hernandez, il direttore delle relazioni comunitarie per il distretto scolastico di Plainfield in Illinois, a circa 40 miglia a sud ovest di Chicago. Egli ha detto che in base alle leggi dello Stato, le scuole già offrono lezioni di educazione fisica quotidiana e che gli insegnanti trovare poi, durante il giorno, anche il modo di dare agli studenti il ​​tempo per rinfrescarsi e ricaricarsi.

“I bambini non sono fatti per stare fermi tutto il giorno e raccogliere informazioni,” ha affermato Steve Boyle, uno dei co-fondatori della National Association of Physical Literacy, che mira a portare il movimento nelle scuole.

L’associazione di Mr. Boyle ha prodotto una serie di video chiamati “BrainErgizers” che vengono utilizzati nelle scuole e nei club per ragazzi e ragazze in diversi Stati: Canada, Messico, Irlanda e Australia.

Il programma è progettato in modo che durante il giorno  gli insegnanti possono dedicare qualche minuto per i loro studenti, guardando un video e seguendo gli spunti forniti dagli istruttori.  “Non stiamo cercando di sostituire i corsi di ginnastica, puntiamo a dare ai ragazzi più minuti di attività a settimana. E con l’introduzione degli sport nei video, diamo la possibilità di provare a fare sport che magari non avrebbero mai provato a fare”.

 

Traduzione di Maria Murone. Per leggere l’articolo originale del New York Times clicca qui 

Maladie è il nuovo singolo degli Isolati Fenomeni

È on line il nuovo singolo degli Isolati Fenomeni “Maladie”, il brano in lingua francese contenuto nell’album “Asteroidi”, un progetto discografico che arriva dopo un rodaggio di oltre dodici anni in cui la band ha suonato in giro per l’Italia.  

“Isolati fenomeni” è la fusione  tra le diverse esperienze artistiche dei componenti che hanno saputo condensare in un unico progetto sonorità che spaziano dal folk all’hard rock, passando per il jazz, con un pizzico di elettronica.

Il brano “Maladie” , scritto da Loredana De Falco, è quello che apre l’album ed è un salto nelle atmosfere retro’, in sintonia con tutto il mood di “Asteroidi”. L’arrangiamento, curato dalla band e da Alfonso La Verghetta, appare fluido senza troppi effetti, presenti ma usati con parsimonia, conferisce un clima rilassato ad un brano equilibrato che si destreggia nell’uso della voce e  nelle parentesi di sassofono.

Il video (https://youtu.be/eQU37P3D0Gg) firmato da Santa De Santis e Alessandro D’ambrosi,  ambientato in costiera amalfitana, ripropone le atmosfere retrò del brano con citazioni al cinema d’autore.

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Il videoclip si apre con un chiaro riferimento a “ Il favoloso mondo di Amélie” e prosegue con un susseguirsi di scene che richiamano alle mente Il Postino,  il  capolavoro in cui Massimo Troisi registrava i suoni della sua isola per regalarli al poeta Pablo Neruda. Allo stesso modo, la piccola protagonista del videoclip raccoglie souvenir della sua terra da regalare in nome di un’amicizia magica che il tempo non scalfisce. Il resto della magia è data dagli scorci della Costiera Amalfitana, scelta dagli “Isolati Fenomeni”  per dare un’impronta identitaria ( alcuni dei componenti della band sono campani)  ad un brano dal sapore internazionale.

 


Testo MALADIE

Tu as volé loin et je regarde d’ici
Ta mystérieuse planète elliptique
L’ordinateur est en train d’examiner
Tes justifications logiques

Je me souviens de nos premiers jours ici
Sur cette blanche station en orbite
Pas de frontière entre nous
Comme si cela devait durer pour la vie

C’est toi
Si différent
Mais égal à moi
Qui je voudrais

Donne-moi un peu de toi
J’ai exploré trop longtemps
Cet espace indifférent
Étranger et sombre autour de moi

Tu me disais de tes bois argentés
Je t’aurais suivi pour les habiter
Et tes trois lunes avec leurs éclats
Auraient éclairé nos nuits noires

The day you will surrender
To my enchantments I’ll be free
Healed from this sentimental
Disease my world’s fallin’ into

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Biografia

Isolati Fenomeni è una band  nata nel 2005 dalla fusione di idee e suoni frutto delle differenti ( a tratti anche divergenti) esperienze artistiche dei suoi componenti, che spaziano dal folk all’hard rock, passando per il jazz.

I brani dei Fenomeni abbracciano sonorità  che vanno dal funky al blues al vintage pop che si possono percepire già nella prima fase della loro produzione artistica,  dal mood asciutto e sincopato di “Geese in flocks”, al feeling anni 70 di “M.a.m.a. Milano a mano armata”, brano ispirato al genere cinematografico “poliziottesco” del periodo, fino ad “Indizi”, che dalle atmosfere neo-blues degli esordi, nell’ultima produzione dei Fenomeni ha assunto una veste rock. Nel 2006 arriva il primo album autoprodotto “In viaggio”, una sorta di punto di partenza dal quale è iniziato un percorso che li ha portati ad esibizioni live e a presentare i propri brani in concorsi e festival. Dal 2006, infatti, gli Isolati Fenomeni hanno suonato in giro per il Belpaese, con una predilezione per la capitale. Tra concerti, festival e ospitate in diretta radio ed in tv la band al momento conta quasi un centinaio di esibizioni live. Tra i numerosi festival e concorsi ricordiamo che la band è stata finalista al VideofestivalLive 2007 e ad Angeli del Rock 2011 con “Indizi”, e semifinalista Centro Italia di Rock Targato Italia 2011. La stessa “Indizi”, insieme con “Geese in flocks”, è stata presentata dai Fenomeni in assetto “virtual band” alla Festa Europea della Musica 2007 e ad Italia Wave Love Festival 2007 su Second Life. Nel 2013 la band è stata finalista di Rock’n’law e selezionata per la finale del Premio Sabina Music Summer con “Prendere o lasciare” ed “Eroi invisibili” e, ancora con “Indizi”, è stata selezionata per la finale di Emozioni Sonore.

Tra i primi artisti in Italia a tutelare le proprie creazioni ed a gestire i relativi diritti con licenze Creative Commons, nel 2014 gli Isolati Fenomeni sono stati invitati ad unirsi alla cosiddetta “rivoluzione delle 30 band”, per essere i primi in Italia a raccogliere le proprie royalties attraverso un organismo di gestione privato, diverso dal monopolista SIAE.

Attualmente, la band gestisce ancora i propri diritti attraverso organismi privati, partecipando attivamente al movimento nazionale per la riforma del regime della proprietà intellettuale e l’abolizione del monopolio della gestione del diritto d’autore ancora in vigore in Italia.

Dal 2014 gli Isolati Fenomeni diradano live e partecipazioni a festival, riunendosi in sala per dar vita al progetto discografico “Asteroidi”, che viene considerato il primo vero album ufficiale della band, arrivato dopo un lungo rodaggio, gli innumerevoli live ed il raggiungimento di una consapevolezza differente rispetto a “In viaggio”. Senza rinnegare il passato, gli Isolati Fenomeni scoprono una maturità , un’armonia di pensiero, una  sintonia di intenti che li invoglia a ricominciare il viaggio musicale, con un piglio più deciso e verso traguardi più ambiziosi. Nel 2016, le nuove sonorità  scaturite durante l’esperienza in studio convincono la band che il è il momento giusto per finalizzare il lavoro e pubblicare Asteroidi. L’album è oggi disponibile, oltre che in download e streaming sulle principali piattaforme digitali, in una speciale edizione su supporto usb, in forma di cartoonesco razzo interplanetario, logo di sempre dei Fenomeni, una scelta, anche questa, in linea con il loro essere una band indipendente dalle logiche di mercato.

Gli Isolati Fenomeni sono: Loredana De Falco : voce; Alessandro Conforti : synth, piano, tastiere; Eugenio Cerocchi: chitarre; Aldo Cavallo : basso ; Leonardo Pasquino: batteria 

E se al posto del professor Kelly ci fosse stata una mamma? Ecco come avrebbe gestito la situazione (video)

Di recente è diventato virale il video dell’intervista della BBC al professore Robert Kelly interrotta dalle sue simpatiche bimbe. Immaginate ora che sia una donna a trovarsi in quel frangente. Come si comporterebbe? Come gestirebbe la situazione una mamma?

La coppia di comici Jono e Ben in Nuova Zelanda ha creato una parodia.

Il video mostra la protagonista Kate Wordsworth, rispondere alla stessa domanda fatta a Robert Kelly sulla Corea del Sud, quando improvvisamente entra la sua bambina. Non solo Wordsworth prende in braccio la sua bimba, ma le dà anche il latte,  porge  un giocattolo all’altro suo bimbo che nel frattempo irrompe sulla scena, toglie il pollo dal forno, pulisce il water  e disinnesca una bomba. Il tutto mentre risponde alle domande sulla Corea del Sud! Bene, è quello che noi chiamiamo “multitasking”.

Guarda l’esilarante video:

La statua di una bambina sfida il Toro di Wall Street nella giornata delle Donne

Oggi l’attenzione del mondo è rivolta alle donne e al ruolo delle donne nei posti di lavoro. Proprio nella giornata internazionale delle donne non è passata inosservata nel quartiere finanziario di Wall Street a New York  la statua di una bambina di fronte a quella iconica del Toro, simbolo di mascolinità e potere.

La statua temeraria di una bambina di fronte al Toro di Wall Street

Un modo, attraverso la “guerrilla art“, per richiamare l’attenzione sulla differenza di genere e sul divario di retribuzione tra uomini e donne.
La statua di bronzo dell’artista Kristen Visbal,  è stata posizionata dalla società di investimenti State Street per spingere le aziende a mettere uomini e donne sullo stesso piano.

 

La ditta ha dichiarato che la statua rimarrà posizionata lì temporaneamente. Ma vedremo se la città la renderà perpetua come successe con quella del toro, scolpita dall’artista di origine italiana Arturo Di Modica, inizialmente deposta di fronte alla Borsa di New York nel dicembre 1989 e poi resa permanente in risposta al sostegno pubblico che ottenne.

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