La replica del Partenone con 100 mila libri censurati

L’artista argentina Marta Minujín, 74 anni, ha creato una replica monumentale del Partenone greco con 100.000 copie di libri censurati.
Secondo l’artista, simboleggia la resistenza alla repressione politica.
Il Partenone dei Libri si trova a Kassel, in Germania e fa parte del festival Documenta 14.

Con l’aiuto degli studenti dell’università di Kassel, Minujín ha identificato oltre 170 titoli che sono stati o sono vietati in diversi paesi nel mondo e ha costruito il tempio iconico servendosi di lastre di plastica e acciaio, oltre ai libri proibiti.

Ma probabilmente quello che è il libro più controverso della Germania, il “Mein Kampf” di Adolf Hitler, non apparirà sul Partenone. E per una buona ragione: i nazisti erano noti censori di libri. Infatti, il lavoro di Minujín è stato realizzato all’interno di un sito storico: qui i nazisti, nel 1933, bruciarono circa 2.000 libri nell’ambito di una campagna di censura molto estesa. “Dove bruciano libri, alla fine bruciano anche persone”, ha detto Heinrich Heine nel XIX secolo.

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Fata Morgana: l’installazione ambientale nel lago del Col d’Olen

Fata Morgana è un miraggio, l’apparizione di un intrico di piante acquatiche o fiori o arbusti che dal centro del lago del Col d’Olen a 2722 metri di quota ne invade parte della superficie. È l’ipotetica risposta della vita alle modifiche dell’ecosistema apportate da decenni di cambiamenti naturali e indotti dall’attività umana. È l’intervento in scala ambientale dello scultore Alberto Timossi in Valle d’Aosta, visibile dal 23 luglio al 27 agosto in alta valle del Lys, Gressoney-La-Trinité, a cura Takeawaygallery e con il patrocinio della Regione Autonoma Valle d’Aosta e del Comune di Gressoney-La-Trinité.

lago del Col d’Olen

Decine di elementi verticali, di un rosso sanguigno, si elevano a altezze differenti; una germinazione artificiale che trae la propria conformazione dalla profondità dell’alveo: uno sviluppo in rapporto armonico, come si producono le forme spontaneamente. Il riflesso dell’opera sullo specchio liquido, assieme al contorno delle cime montuose, delle nuvole e del cielo, compongono una totalità inscindibile.

Fata Morgana di Alberto TimossiL’installazione trae linfa dal lago, che ne modella le pareti e permette a ogni fusto di oscillare liberamente: la nascita di una nuova specie avviene in un ambiente lacustre caratterizzato dalla fusione del ghiaccio presente all’interno di una particolare forma del paesaggio geomorfologico d’alta quota, detta rock glacier (ghiacciaio di pietra). Qui il ghiaccio, protetto da un accumulo detritico, rilascia nel piccolo bacino acqua con caratteristiche fisiche e chimiche differenti rispetto alle normali sorgenti.

Dopo l’operazione nelle Cave Michelangelo di Carrara (luglio 2015) e l’attenzione posta sul rapporto arte/natura/ambiente antropizzato, Fata Morgana si propone di estendere le riflessioni sugli spazi apparentemente incontaminati. La colorata reazione ai cambiamenti climatici è un invito alla presa di coscienza delle conseguenze dell’Antropocene.

Il progetto è stato possibile grazie alle informazioni scientifiche messe a disposizione dai ricercatori dell’Università di Torino, che, in collaborazione con numerosi enti di ricerca (CNR-IRSA, Università di Bologna, ARPA-Valle d’Aosta, Carleton University, Politecnico di Torino)  negli ultimi anni hanno compiuto una campagna di studio sulle acque del piccolo bacino idrico, localizzato all’interno di un sito della Rete LTER Italia (www.lteritalia.i/).

L’installazione verrà ripresa da una webcam e potrà essere vista, in tempo reale e per tutta la sua durata, sulla piattaforma Rifuginrete.com e su www.albertotimossi.com.

Fata Morgana - Dentro l'Antropocene di Alberto Timossi

Alberto Timossi (Napoli 1965), si è formato all’Accademia di scultura di Carrara. Vive e lavora a Roma. Con una carriera quasi trentennale, ha fatto dell’opera pubblica che dialoga con lo spazio connotato la propria cifra stilistica. Timossi ha una lunga serie di mostre alle spalle, allestite in luoghi sperimentali o istituzionali, che lo hanno portato a rinnovare il linguaggio scultoreo in senso minimale, caratterizzato dall’uso del tubo in pvc colorato, vera e propria costante negli anni. Fra le principali mostre personali figurano: “Simple Dialogues”, Plaza Gallery, Tokyo, 1997; “Un dia cualquier”, Galleria Nebulosa, Xalapa (Messico), 2003; “Anywhere”, Centro per l’arte contemporanea Trebisonda, Perugia, 2005; “Innesti”, Fondazione Pastificio Cerere, Roma, 2006; “Parti del discorso”, Associazione culturale Tralevolte, Roma; 2008; “Partitura urbana”, Archivio Crispolti, Roma, 2009; “Accento in rosso”, Torre Civica di Pomezia, 2012; “Flussi”, Galleria Nazionale d’arte moderna, Collezione Manzù, Ardea, 2013; “Flussi: il rosso, il giallo”, Palazzo dei Consoli, Gubbio, 2014; “Sinonimi”, facoltà di Architettura, Università Federico II, Napoli, 2015; “Illusione”, Cave Michelangelo, Carrara, 2015. Fra le mostre collettive si ricordano: “Periplo della scultura italiana contemporanea 2”, Chiese rupestri, Matera, 2000; “Premio giovani scultura”, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, 2002; “Prima Biennale di scultura”, Piazzola sul Brenta, 2013; “Beelden in Gees”, Gees, Olanda, 2015; “BadRagartz”, VI Triennale di scultura, Bad Ragaz, Svizzera, 2015; “Fragili eroi”, Museo Bilotti, Roma, 2016.

 

Info:

Fata Morgana | Dentro l’Antropocene

Installazione ambientale di Alberto Timossi presso il Lago del Col d’Olen, alta Valle del Lys, Gressoney-La-Trinité, Valle d’Aosta

 

A cura Takeawaygallery

Coordinamento: Andrea Beck Peccoz

Con un testo di Carlotta Monteverde

 

Dal 23 luglio al 27 agosto 2017

Inaugurazione domenica 23 luglio ore 10.30 al lago del Col d’Olen e conferenza ore 16.00 in Piazza a Gressoney-La-Trinitè.

Partecipano alla conferenza: l’Assessore alla Cultura di Gressoney-La-Trinité Paolo Viganò, l’artista Alberto Timossi, i docenti dell’Università di Torino Michele Freppaz (Pedologia alpina e Nivologia) e Marco Giardino (Geomorfologia), Umberto Morra di Cella di ARPA Valle d’Aosta, lo storico e critico d’arte Barbara Martusciello, il gallerista della Takeawaygallery Stefano Esposito.

Il lago del Col d’Olen è raggiungibile in venti minuti a piedi dall’arrivo della funivia dei Salati (percorso Staffal-Gabiet e Gabiet-Passo dei Salati).

 

Con il Patrocinio di: Regione Autonoma Valle d’Aosta, Comune di Gressoney-La-Trinité  

 

In collaborazione con: Università degli Studi di Torino, ARPA Valle d’Aosta

 

Con il supporto di: Consorzio Gressoney Monte Rosa, Monterosa-Ski

   
Sponsor tecnici: Rifuginrete, Edilizia 1960, Infissi Termici 2000
Video: Walter Paradiso

Progetto grafico: Aurelio Candido

Traduzioni: Andrea Viviani

 

Contatti: takeawaygallery@gmail.com | 3478164486 | http://www.takeawaygalleryroma.altervista.org/Roma/
Takeawaygallery

Associazione Culturale

via della Reginella 11

00186 Roma
06.68809645

Vendetta, riconoscimento e pacificazione: Eugenio De Rosa legge l’Odissea

Il 12 luglio sarà il giorno della vendetta, del riconoscimento e della pacificazione. Si conclude così, dopo un anno, la lettura pubblica dell’Odissea di Omero: è la volta, infatti, del libro XXII in cui Odisseo dopo un’accurata e attentissima preparazione, solo con l’aiuto del figlio e di due fedelissimi, affronta la folla dei Proci e li stermina. Ma non è solo vendetta: nei due libri successivi c’è il dolcissimo riconoscimento dello sposo da parte di Penelope e del figlio da parte del padre Laerte.

Per tutto il 2017, ogni mercoledì alle 21, nella sede del Baronato Quattro Bellezze (via di Panico 23 al centro di Roma) Eugenio De Rosa, giornalista ed editore, ha letto uno dopo l’altro i 24 libri cercando di trasmettere a quanta più gente possibile le proprie profonde emozioni. “La straordinaria ricchezza di questo romanzo, scritto 3000 anni fa, dice De Rosa, mi ha sempre commosso. L’avventura, i mostri, le emozioni umane la costruzione della storia, le modalità del racconto sono una guida geniale a tutta la letteratura e poesia successive.”

Eugenio De Rosa è stato giornalista prevalentemente scientifico (ma non solo: è stato testimone fin dai primi attimi dell’invasione russa di Praga; è stato in contatto con Ton That Tung, direttore dell’Ospedale di Hanoi, durante la guerra del Vietnam), ha diretto la Fabbri, la Etas Kompass, e diverse direzioni della De Agostini (video, multimedia, cartogafia), ha lanciato e posseduto in Italia la versione italiana di Science 80 durata 6 anni, ha aperto un sua casa editrice (Eclectica) che per 10 anni ha concepito e prodotto prodotti multimediali vendendoli poi in molti Paesi del mondo (dalla Francia e Spagna al Giappone e alla Cina e Corea), ha scritto libri di divulgazione scientifica. E’ autore di un piccolo libro dove cerca di trasformare la scienza in poesia.

La lettura

Penelope, mentre Odisseo e Telemaco stavano facendo a pezzi i Pretendenti, dormiva nel sonno magico prodotto da Pallade Atena, la grande protettrice. Viene svegliata da un’anziana ancella che le dice che è tornato il suo sposo. E lei non crede, scende nella sala e vede questo vecchio miserando coperto di stracci. Non può credere che sia il suo grande sposo che aveva lasciato l’isola vent’anni prima. Ma c’era pur qualcosa… Telemaco l’accusa di avere il cuore di pietra ma Penelope è ancora incerta e dice “saprò riconoscerlo; abbiamo segni segreti”. E invita l’ancella a spostare il suo letto, il letto di Odisseo, fuori dalla camera. Ed ecco il segno inequivocabile: Odisseo che ha costruito il letto sopra un possente olivo (“intorno a questo murai la stanza”) sa che non si può spostare e la dolce Penelope si precipita “piangendo a gettargli le braccia al collo e a baciargli il capo”. E lui, “più grande venne la voglia del pianto e, piangeva tenendosi stretta la sposa dolce al cuore”.

De Rosa legge l'Odissea

Ma il ritorno non è ancora compiuto. Atena ha lasciato a Odisseo di assaporare la notte del ritorno “trattendo i due cavalli che l’Aurora, aureo trono, trasportano” ma l’alba arriva e il rischio è quello di rimanere assediati da tutti coloro cui Odisseo aveva ammazzato figli e fratelli. Bisogna riparare  in campagna e là attendere gli eventi. Qui, ridotto come un povero schiavo, Laerte, il padre, zappetta il campo. Ma anche qui Odisseo non si limita a corrergli incontro e ad abbracciarlo. Inventa un’altra storia alla fine della quale “una nera nube di strazio avvolse il vecchio che singhiozzava”. E allora finalmente si scioglie anche Odisseo che “si slanciò ad abbracciarlo e baciarlo e gli diceva ‘son io, son io, padre’ “. E così facendo riconosce gli alberi che Laerte gli aveva donato da piccolo.

Nel frattempo a Itaca Eupite, il padre di Antinoo, il primo dei Pretendenti ucciso da Odisseo, ha arringato la folla e è riuscito a indurne la metà a unirsi a lui nella vendetta. La folla si arma e corre verso il podere di Laerte. Ma Atena, consigliata anche da Zeus, provvede. Ridà a Laerte, che nel frattempo si era armato di lancia, la sua possanza giovanile. Eupite gli si scatena contro e il vecchio lancia l’asta che trapassa l’elmo e tutto il cranio. Si sta scatenando una guerra: Odisseo e Telemaco roteano le loro micidiali spade finché Zeus il Cronide scaglia una fumosa folgore, un lampo che terrorizza tutti. “Smetti Odisseo la guerra crudele”. Odisseo e i suoi si fermano: “e un patto per il futuro stabilì fra di loro Pallade Atena, figlia di Zeus egioco”.

Info:

Vendetta, riconoscimento e pacificazione: Eugenio De Rosa legge l’Odissea

Mercoledì 12 luglio ore 21.30-22.30

Ingresso gratuito

 

Baronato Quattro Bellezze

Via di Panico 23, Roma

baronatoquattrobellezze@gmail.com | 06.45548220

Martedì-domenica: 11.00-02.00 fino al 6 agosto