Svizzera, reddito garantito da 2230 euro per tutti: referendum a giugno

La Svizzera potrebbe essere il primo paese ad introdurre il reddito garantito incondizionato.

Ogni residente avrebbe diritto a ricevere 2500 franchi al mese (2230 euro), se la proposta di referendum, lanciata da un gruppo di intellettuali, verrà votata positivamente il prossimo 5 giugno.

E ogni bambino 625 franchi.

La proposta non è stata vista di buon occhio dai partiti tradizionali (sia destra che sinistra), perché l’iniziativa spezzerebbe il legame tra occupazione e reddito, dal momento che si garantirebbe il reddito indipendentemente dal lavoro. La notizia ha il sapore di bufala?

In realtà è proprio un sito web svizzero a parlarne, The Local.

Il governo federale stima che il costo della proposta è di 208 miliardi di franchi all’anno: circa 153 miliardi dovrebbero essere riscossi dalle tasse, mentre 55 miliardi di franchi sarebbero stati trasferiti dalla previdenza sociale.

Il comitato che spinge affinché l’iniziativa venga promossa si compone di artisti, scrittori e intellettuali, tra cui il pubblicista Daniel Straub, l’ex portavoce del governo federale Oswald Sigg e il rapper Franziska Schläpfer (noto come “Big Zis”).

A sostenere l’iniziativa anche gli scrittori Adolf Muschg e Ruth Schweikert, il filosofo Hans Saner e l’esperta di comunicazione Beatrice Tschanz.

Gli avversari della proposta temono che un reddito garantito ridurrebbe l’incentivo a lavorare.  Eppure secondo il comitato, questo è contraddetto da un sondaggio che dimostrerebbe che la maggior parte dei residenti in Svizzera continuerebbe a lavorare se venisse approvata la proposta di reddito garantito. Solo il 2% smetterebbe, mentre l’8% potrebbe prevedere questa possibilità a seconda delle circostanze.

Tuttavia, un terzo delle 1.076 persone intervistate dall’indagine dall’Istituto Demoscope ritiene  che la maggior parte delle persone lascerebbe il lavoro. Inoltre il 56% delle persone pensa che il reddito garantito non si realizzerà mai.

 

 

 

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