La riscossa di Charles Bradley: da senzatetto a stella del soul a sessant’anni

La storia di Charles Bradley è la storia di un sognatore che non ha mai smesso di sognare.

La sua è una vita di stenti: cresce con la nonna materna in Florida e poi all’età di otto anni la mamma, che lo aveva abbandonato a otto mesi,  lo porta a vivere con lei a Brooklyn.  Nel 1962 sua sorella lo porta al Teatro Apollo a vedere James Brown. Ne rimane così affascinato che diventa la sua fonte d’ispirazione sia nel canto che nelle movenze. Scappa dalla sua camera in un seminterrato con il pavimento di sabbia, per andare a vivere in strada, dormendo nei vagoni della metropolitana. Fa il cuoco per diversi anni, poi l’imitatore di James Brown nei club sotto il nome di Black Velvet finché non lascia una vhs con le sue performance alla Daptone records, etichetta specializzata nella musica  nera con tinte classiche, e viene contattato. Inizia come corista fino al debutto nel 2011, all’età di 63 anni, con l’album No Time For Dreaming.  Nel 2012 il documentario Soul of America ne racconta la sua vita difficile (in cui lo sorprende anche un attacco di cuore) al SXSW Film Festival di Austin, in Texas. Poi arriva il secondo album Victim of Love  nel 2013. Oggi, a 67 anni, Charles Bradley realizza il suo nuovo album Changes. 

La potenza emotiva della musica di Charles Bradley è disarmante: colpisce dritto al cuore.

charles bradley

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