Cosa spaventa davvero l’Isis? Le ragazze! Jihadisti credono che se sono uccisi da una donna non andranno in paradiso

I combattenti jihadisti  dell’Isis hanno  ‘paura delle ragazze’ e paura di avere di fronte delle donne soldato. Lo ha detto un comandante della milizia nelle unità delle donne curde.
I terroristi ritengono che essere uccisi da una donna impedirebbe loro di andare in paradiso.
L’Unità di protezione delle donne (YPJ) è un ramo tutto al femminile dell’Unità curda di protezione popolare ((YPG), che combatte l’Isis nelle zone curde dell’Iraq e della Siria.

kurdish girls

Parlando alla Cnn, il comandante 21enne, che combatte sotto il nome di Tehelden ha dichiarato: “Credono che se qualcuno del Daesh [Isis] viene ucciso da una ragazza, una ragazza curda, non andranno in paradiso. Hanno paura delle ragazze”.
Tehelden, Efelin e le loro sorelle in armi sono di stanza a Al-Houl, a circa un’ora di macchina a sud di Al-Hassakeh nel nord-est della Siria.
L’unità  YPG, che ha circa 50.000 combattenti, il 20% donne, principalmente costituita da curdi, ha svolto un ruolo importante nella lotta all’Isis in Siria e Iraq.

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L’Isis può temere le donne dell’YPJ, ma fonti recenti affermano che il Daesh si sta armando con i denti per prevenire possibili attacchi curdi. Lo dimostrano le immagini agghiaccianti postate dal fronte nelle quali ritraggono i loro carri armati e l’arsenale hi-tech che hanno ottenuto saccheggiando l’esercito iracheno.
Le immagini, apparse sull’account Twitter Terrormonitor, mostrano militanti che usano lanciarazzi portatili e armi automatiche.
Gli jihadisti hanno beneficiato di fucili, mitragliatrici, missili anticarro e di aria-superficie dell’esercito iracheno provenienti da paesi come il Regno Unito, Russia, Cina, Stati Uniti, Germania e Francia, ha dichiarato Amnesty International nel suo recente rapporto. Basandosi sull’analisi, da parte di esperti, di migliaia di video e immagini di cui è stata verificata l’autenticità, il rapporto di Amnesty International – intitolato “Fare scorta: come abbiamo armato lo “Stato islamico” – spiega come il gruppo armato stia usando armi, in larga parte prelevate dai depositi militari iracheni, concepite e prodotte in almeno 25 paesi compresi Russia, Cina, Usa e alcuni stati dell’Unione europea.

“La quantità e la varietà delle armi usate dallo ‘Stato islamico’ è l’esempio da manuale di come commerci irresponsabili di armi alimentino atrocità di massa” – ha dichiarato Patrick Wilcken, ricercatore su controlli sulle armi, commerci di materiali di sicurezza e violazioni dei diritti umani di Amnesty International.

“La scarsa regolamentazione e la mancata supervisione sull’immenso afflusso di armi in Iraq a partire da decenni fa sono state la manna dal cielo per lo ‘Stato islamico’ e altri gruppi armati, che si sono trovati a disposizione una potenza di fuoco senza precedenti” – ha commentato Wilcken.

by Daily Mail

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