Bagnasco non manda giù Unioni civili e utero in affitto: “La gente vuole il Parlamento impegnato su questioni più importanti”

La chiesa non manda giù le unioni civili e lo dichiara apertamente nella giornata internazionale contro l’omofobia. Mentre Papa Francesco è impegnato con un nuovo richiamo alla chiesa nell’assemblea generale della Conferenza episcopale italiana in cui invita alla sobrietà e a disfarsi dei beni materiali, nello stesso giorno il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, spara a zero contro unioni civili ed uteri in affitto.

Secondo il cardinale Bagnasco, intervenuto al secondo giorno dell’assemblea, la legge sulle unioni civili, approvata recentemente, “sancisce di fatto una equiparazione al matrimonio e alla famiglia” e “le differenze sono solo dei piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del colpo finale, così già si dice pubblicamente, compresa anche la pratica dell’utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà”.

Bagnasco contro unioni civili
Per l’arcivescovo di Genova, “la gente vuole vedere il Parlamento impegnato senza distrazioni di energie e di tempo, perché questi sono i problemi veri del Paese, cioè del popolo” (fa riferimento alla disoccupazione, povertà, gioco d’azzardo ). Il presidente della Cei critica l’impegno profuso dalle forze politiche che hanno dato all’Italia una legislazione effettiva per le unioni civili: “Non si comprende come così vasta enfasi ed energia sia stata profusa per cause che rispondono non tanto a esigenze, già per altro previste dall’ordinamento giuridico, ma a schemi ideologici”.

Parole che hanno scatenato subito un’ondata di polemiche.

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La Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia (o IDAHOBIT, acronimo di International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia) è una ricorrenza promossa dall’Unione europea che si celebra dal 2004 il 17 maggio di ogni anno.

Ideata da Louis-Georges Tin, curatore del Dictionnaire de l’homophobie (Presses Universitaires de France, 2003), la prima Giornata internazionale contro l’omofobia ha avuto luogo il 17 maggio 2004, a 14 anni dalla decisione (17 maggio 1990) di rimuovere l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Nel 2007, in seguito ad alcune dichiarazioni di autorità polacche contro la comunità LGBT, l’Unione europea ha istituito ufficialmente la giornata contro l’omofobia sul suo territorio. Alcuni estratti del testo approvato

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