Intelligenza emotiva: le abilità del cuore per vivere una vita felice

Le emozioni sono importanti. Le emozioni hanno relazioni con l’apparato cognitivo perchè si lasciano modificare dalla persuasione, diceva Aristotele.

Avete sentito parlare di intelligenza emotiva? Cos’è? Perchè può renderci felici?

Crisi profonde nella società, nella famiglia, nei rapporti umani, alienazione sociale, disperazione individuale, un crescente malessere emozionale. L’intelligenza emotiva può essere di grande aiuto nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Se tutti facessero buon uso di questa abilità del cuore si eviterebbero tanti crimini, guerre, conflitti, litigi violenti, scontri.

Daniel Goleman, psicologo e scrittore statunitense, ha scritto un libro, “Intelligenza emotiva”, in cui spiega l’importanza delle emozioni: se presteremo attenzione in modo più sistematico all’intelligenza emotiva potremo sperare in un futuro più sereno, dice.

E in un mondo in cui anche l’infanzia è in crisi suggerisce la necessità di insegnare ai bambini l’alfabeto emozionale, le capacità fondamentali del cuore, oltre alle materie tradizionali.
Oggigiorno, dice, queste capacità interpersonali essenziali, sono fondamentali proprio come quelle intellettuali, in quanto servono ad equilibrare la razionalità con la compassione.

Mente e cuore hanno bisogno l’una dell’altro.

IL CURRICULUM DELLA SCIENZA DEL SÈ

Componenti principali:

Essere autoconsapevoli: osservare se stessi e riconoscere i propri sentimenti; costruire un vocabolario per i sentimenti; conoscere il rapporto fra pensieri, sentimenti e reazioni.
Decidere personalmente: esaminare le proprie azioni e conoscerne le conseguenze; sapere se una decisione è dettata dal pensiero o dal sentimento; applicare queste idee a questioni quali il sesso e la droga.
Controllare i sentimenti: “colloquiare con se stessi” allo scopo di cogliere messaggi negativi come le autodenigrazioni ; capire cosa c’è dietro un sentimento (ad esempio il senso di offesa che è sotteso alla collera); trovare modi di controllare le paure e le ansie, la collera e la tristezza.
Controllare lo stress: imparare il valore dell’esercizio, della immaginazione guidata e dei metodi di rilassamento.
Essere empatici: comprendere i sentimenti e le preoccupazioni degli altri e assumere il loro punto di vista; apprezzare i diversi modi con cui le persone guardano alla realtà.
Comunicare: parlare dei sentimenti con efficacia; saper ascoltare e saper domandare; distinguere tra ciò che qualcuno fa o dice e le tue reazioni o i tuoi giudizi al riguardo; esporre il proprio punto di vista invece di incolpare gli altri.
Essere aperti: apprezzare l’apertura e costruire la fiducia in un rapporto; sapere quando si può parlare dei propri sentimenti privati senza correre rischi.
Essere perspicaci: identificare modelli tipici nella propria vita emotiva e nelle proprie reazioni; riconoscere modelli simili negli altri.
Autoaccettarsi: sentirsi orgoglioso di sé e considerarsi in una luce positiva; riconoscere i propri punti forti e le proprie debolezze; essere capaci di ridere di se stessi.
Essere personalmente responsabili: assumersi le responsabilità; riconoscere le conseguenze delle proprie decisioni e azioni; accettare i propri sentimenti e umori; portare a compimento gli impegni assunti (ad esempio nello studio).
Essere sicuri di se: affermare i propri interessi e sentimenti senza rabbia o passività.
Saper entrare nella dinamica di gruppo: saper collaborare; sapere quando e come comandare e quando e come eseguire.
Saper risolvere i conflitti: saper affrontare lealmente gli altri ragazzi, i genitori, gli insegnanti; saper negoziare i compromessi in maniera che ambo le parti restino soddisfatte.

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