La “profondità” di Anomalisa: il film che utilizza stampa 3D e marionette animate in stop-motion

Abbiamo visto Anomalisa e ci è piaciuto. Il film d’animazione in stop-motion di Charlie Kaufman e Duke Johnson, premiato con il Gran Premio della Giuria alla 72a Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia, è fuori dall’ordinario. Tuttavia è intenso, affascinante. Da consigliare agli appassionati di cinema introspettivo. E non solo. Anomalisa ti piacerà un sacco o non ti piacerà affatto.

Il protagonista lotta con la sua incapacità di mettersi in connessione con il mondo ed interagire profondamente con gli altri. 

Lo sceneggiatore di “Eternal Sunshine of Spotless Mind” (Se mi lasci ti cancello) e “Essere John Malkovich”, è tornato con il suo primo film d’animazione in stop-motion o tecnica del passo a uno, una tecnica di ripresa cinematografica e di animazione che impressiona un fotogramma alla volta.

Oltre a questa particolarità il film è caratterizzato da marionette realizzate con la tecnica della stampa 3D. Sono personaggi autentici che ripropongono persone fotografate in precedenza dal film-maker.  Le facce sono rotte all’altezza degli occhi e hanno una cucitura che di solito viene rimossa digitalmente per rendere il volto più realistico. Ma qui Kaufman le ha lasciate come parte dell’estetica dei personaggi, in modo da riflettere la loro fragilità.

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