La Cina come Black Mirror: cittadini puniti e ricompensati con un’app stile Tripadvisor

La notizia che segue potrebbe creare un certo stupore, soprattutto se non avete mai visto la puntata “Nosedive” della serie tv Black Mirror. L’episodio è ambientato in un mondo in cui le persone possono valutarsi a vicenda da uno a cinque stelle, come su TripAdvisor, per ogni interazione che hanno e che può influire e persino compromettere il proprio stato socioeconomico. Lacie (Bryce Dallas Howard) è una giovane donna ossessionata dalle sue recensioni.

1477495377_black-mirror-netflix-3

Sono milioni i cinesi che dal primo maggio non potranno prenotare un biglietto aereo o salire su un treno ad alta velocità. Il motivo? Essere stati dei cattivi cittadini. Il loro nome compare nella blacklist con cui Pechino colpisce quelli che hanno diffuso notizie false o tentato di usare biglietti scaduti, provocato problemi o acceso una sigaretta dove non è permesso fumare. Il programma è parte del Social Credit System sviluppato dalla Repubblica popolare per valutare i propri cittadini «premiando l’affidabilità» e «sanzionando chi si comporta male». Sotto la lente d’ingrandimento delle autorità cinesi finirà ogni momento della vita quotidiana: gli acquisti online e le scelte di consumo, la condotta sui social, la puntualità nei pagamenti e le piccole infrazioni.

580fd33bb28a644d008b4da0-750-375

L’algoritmo elabora i dati raccolti che sono poi sintetizzati in un singolo numero: «l’indicatore della fiducia». Una cifra attraverso cui si determinano punizioni e privilegi. Se l’algoritmo ti giudicherà «inaffidabile», allora la connessione Internet rallenterà e scatteranno limitazioni alle tue possibilità di consumo – per esempio, nel frequentare alberghi e ai ristoranti – così come incontrerai ostacoli per lavorare nel settore pubblico e per mandare i tuoi figli nelle scuole più esclusive. Premi e sconti sono invece previsti per i cittadini virtuosi. Per i critici, il sistema rischia di realizzare la distopia immaginata nella serie Black Mirror o nel grande fratello Orwelliano.   

Per altri, Pechino vuol semplicemente far aumentare i consumi sviluppando un sistema per la concessione di prestiti in assenza di garanzie tradizionali e di dati storici consolidati. Già decine sono i progetti-pilota di social credit avviati dai governi locali in Cina fin dall’inizio degli Anni 2000, anche se nei piani di Pechino questi dovranno essere integrati e armonizzati in un unico sistema nazionale entro il 2020.

IMG_2514

La missione è «far crescere il livello di fiducia nella società cinese» con le stesse modalità con cui si assegnano le stelline di gradimento su eBay e TripAdvisor.

china2020_2

Per esempio, attraverso la app Honest Shanghai, le autorità della metropoli cinese sono in grado di tracciare un profilo dei residenti e delle imprese attraverso la raccolta «di 3000 tipi d’informazioni da oltre 100 uffici governativi».

cina-ranking-black-mirror

Oltre ai governi locali, negli ultimi anni anche i giganti di Internet della Repubblica popolare hanno lanciato programmi di credito sociale. È il caso di Sesame Credit di AliPay, sviluppato da Ant Financial, il braccio finanziario con 520 milioni di utenti del colosso dell’e-commerce Alibaba, e da Tencent, sviluppatore dell’onnipresente WeChat, usato da quasi un miliardo di persone. Le piattaforme di Alibaba e Tencent dominano ogni aspetto della vita in Cina: senza mai uscire dalle app si può chattare con i propri contatti, condividere un pensiero sui social, prenotare il biglietto di un treno, pagare ristoranti, taxi e anche trasferire denaro tra gli utenti.

È proprio l’enorme mole di big data prodotta ogni giorno dalle attività online e dai consumi degli utenti di AliPay e di WeChat ad aver fornito ai colossi di Internet in Cina le informazioni per tracciare profili di affidabilità. L’algoritmo usato è segreto, anche se Sesame Credit ha diffuso i parametri attraverso cui valuta i propri utenti: per esempio, calcolando la puntualità con cui si pagano le bollette. Tra i criteri ci sono anche le abitudini di acquisto. «Chi gioca per dieci ore al giorno ai videogame può essere considerato pigro», diceva in un’intervista alla rivista Caixin, il direttore del programma di social credit di Alibaba, Li Yingyun. «Mentre chi acquista spesso pannolini è probabile che sia un genitore, quindi più responsabile». Per Sesame Credit anche la rete sociale di cui ci circondiamo ha un suo peso: condividere e comunicare sui social messaggi «positivi» può far aumentare il punteggio. «Se la fiducia si rompe in un luogo, le restrizioni potranno essere applicate ovunque». Per ora, l’adesione a questi programmi è volontaria, anche se a spingere milioni di cinesi a partecipare sono state le ricompense: dall’ottenere un prestito per acquisti online sulla piattaforma Alibaba a poter prenotare un hotel senza dover lasciare una cauzione, fino a facilitazioni per l’ottenimento di un visto per viaggiare all’estero. Così che sui social cinesi è anche già iniziata la rincorsa a chi può vantare un credito sociale più alto. Pechino è così riuscita a trasformare la propria ossessione per la stabilità sociale in un gioco a premi.

(La Stampa)

L’arte pittorica transilvana in mostra a Roma

Martedì 17 aprile la galleria Richter Fine Art ospita tre giovani talenti dell’arte pittorica transilvana: Dragoş Bădiţă, Răzvan Botiş e Tincuta Marin, nella seconda collettiva di questa stagione “A word for each of us”.

In linea con la ricerca che la galleria Richter Fine Art porta avanti attorno al linguaggio della pittura gli artisti romeni della Şcoala de la Cluj mostrano il loro approccio alla pittura contemporanea: fresco, unico, le cui opere riflettono non solo la società odierna, ma un modo singolare di costruire un discorso sulla pittura.
Tutti e tre gli artisti romeni si sono formati nell’Universitatea de Artă și Design din Cluj-Napoca (UAD), che negli ultimi vent’anni è diventata un punto di riferimento internazionale per l’arte contemporanea, soprattutto per la pittura, artisti di livello internazionale come Victor Man (1974), Radu Comșa (1975), Adrian Ghenie (1977), Mircea Cantor (1977), Ciprian Mureşan (1977), Șerban Savu (1978) e Ioana Nemeş (1979) si sono formati nella stessa Accademia.

Come afferma Antonello Tolve nel testo che accompagna la mostra: «Con esperienze di gusto assai diverse, animate tuttavia da uno stesso background il volto di Cluj-Napoca – una vera miniera di pittori di qualità – è fatto oggi di nuove leve dell’arte, di occhi vigili che guardano, che metabolizzano e, între tradiţii şi inovaţii (tra tradizioni e innovazioni), reinventano, arricchendo le immagini di contenuti sempre più aperti. Munita di grande determinazione e tecnica la generazione dei nati tra la seconda metà degli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta, presenta infatti un termometro la cui gradazione immaginifica assorbe al suo interno esperienze nazionali e estere, ricerca e di riflessone sulla pittura, luoghi della memoria collettiva e della storia sociale, spazi fisici e metafisici risucchiati spesso nella regione aperta dell’остранение (Šklovskij), di un processo narrativo in cui la realtà viene ribaltata da un punto di vista inconsueto».

Dragoș Bădiță, Răzvan Botiş e Tincuța Marin, il triunvirato radunato in questa mostra che Tommaso Richter dedica alle freschezze della Şcoala de la Cluj, sono campioni che delineano appieno lo scenario plurale di un paese dove la partecipazione collettiva avverte l’importanza della singolarità e dove il manuale e il mentale si intrecciano indissolubilmente per creare piacevoli e accattivanti stordimenti visivi.

Le opere di Dragoş Bădiţă (Horezu, 1987) riflettono sulla natura momentanea dell’esperienza e su come si collega a una più ampia comprensione della realtà, che porta in primo piano il rapporto con la natura, con il corpo, con le persone, con la natura fluttuante del sé, l’inevitabilità della decadenza e della dissoluzione, i limiti della comprensione dei mondi interiori degli altri.
Bright,2012,oil on wood,30 x 40 cm

Salted water,2016,oil on board,40 x 50 cm

Blighted Thujas,2016,oil on board,40 x 50 cm

Dried Plant,2016,oil on board,40 x 50 cm

Răzvan Botiş (Brașov, 1984) propone uno spaccato riflessivo senza laccature che ricuce al suo interno strati d’animo differenti: dalla cupezza del capitalismo e della corruzione planetaria all’alienazione dell’uomo contemporaneo, dalla perdita della certezza alla vetrinizzazione sociale, dalle periferie ai residui di una libertà condizionata dal potere.
3_Razvan Botis

8_Razvan Botis (1)

7_Razvan Botis

1_Razvan Botis

2_Razvan Botis

4_Razvan Botis

6_Razvan Botis

5_Razvan Botis

Infine le opere di Tincuta Marin (Galați, 1995) presentano e incorporano elementi presi dalla street art e dall’espressionismo astratto. L’artista manipola frammenti della realtà, li destruttura e li ricompone per creare combinazioni magiche e dinamiche, completando i collage attraverso le basi del gesto pittorico, della linea, del punto e della forma.
Le sue opere sono piene di magia e immagini oniriche dalla forma alla composizione, alla metamorfosi dei filtri percettivi, ai personaggi deformati, con strani volti atipici.
4_Tincuta Marin

3_Tincuta Marin

1_Tincuta Marin

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Dragoş Bădiţă (Horezu, 1987)  vive e lavora a Cluj, in Romania.
Dragos si è laureato presso Universitatea de Artă și Design din Cluj-Napoca (UAD) e ha esposto a Bucarest, Cluj, Londra, Copenaghen, Atene, Gand, Maiorca e Berlino.

Răzvan Botiş (Brașov, 1984) vive e lavora a Cluj. Si è laureato Universitatea de Artă și Design din Cluj-Napoca (UAD) e ha partecipato a mostre personali e collettive a Berlino, Mosca, Chicago, Venezia, Vienna, Bucarest, Timişoara e Cluj. Nel 2017 il suo lavoro è stato esposto ad Art Encounters, la biennale d’arte di Timişoara.

Tincuta Marin (Galați, 1995) vive e lavora a Cluj, in Romania.
Si è laureata presso l’Universitatea de Artă și Design din Cluj-Napoca (UAD)

Vademecum:
Titolo: A word for each of us
Artisti: Dragoş Bădiţă | Răzvan Botiş | Tincuta Marin
Testo critico di: Antonello Tolve
Luogo: galleria Richter Fine Art, vicolo del Curato, 3 – Roma
Inaugurazione: martedì 17 aprile dalle ore 18.30, ingresso libero
Durata mostra: 17 aprile – 25 maggio 2018
Orari: da mercoledì 18 aprile a venerdì 25 maggio: dalle 13.00 alle 19.00 dal martedì al sabato

Sito internet: http://www.galleriarichter.com/
Email: tommaso.richter.85@gmail.com
Fb account: Galleria Richter Fine Art

Ufficio Stampa:
Chiara Ciucci Giuliani mob. +39 3929173661
email: chiaracgiuliani@gmail.com