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Intelligenza emotiva: le abilità del cuore per vivere una vita felice

Le emozioni sono importanti. Le emozioni hanno relazioni con l’apparato cognitivo perchè si lasciano modificare dalla persuasione, diceva Aristotele.

Avete sentito parlare di intelligenza emotiva? Cos’è? Perchè può renderci felici?

Crisi profonde nella società, nella famiglia, nei rapporti umani, alienazione sociale, disperazione individuale, un crescente malessere emozionale. L’intelligenza emotiva può essere di grande aiuto nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Se tutti facessero buon uso di questa abilità del cuore si eviterebbero tanti crimini, guerre, conflitti, litigi violenti, scontri.

Daniel Goleman, psicologo e scrittore statunitense, ha scritto un libro, “Intelligenza emotiva”, in cui spiega l’importanza delle emozioni: se presteremo attenzione in modo più sistematico all’intelligenza emotiva potremo sperare in un futuro più sereno, dice.

E in un mondo in cui anche l’infanzia è in crisi suggerisce la necessità di insegnare ai bambini l’alfabeto emozionale, le capacità fondamentali del cuore, oltre alle materie tradizionali.
Oggigiorno, dice, queste capacità interpersonali essenziali, sono fondamentali proprio come quelle intellettuali, in quanto servono ad equilibrare la razionalità con la compassione.

Mente e cuore hanno bisogno l’una dell’altro.

IL CURRICULUM DELLA SCIENZA DEL SÈ

Componenti principali:

Essere autoconsapevoli: osservare se stessi e riconoscere i propri sentimenti; costruire un vocabolario per i sentimenti; conoscere il rapporto fra pensieri, sentimenti e reazioni.
Decidere personalmente: esaminare le proprie azioni e conoscerne le conseguenze; sapere se una decisione è dettata dal pensiero o dal sentimento; applicare queste idee a questioni quali il sesso e la droga.
Controllare i sentimenti: “colloquiare con se stessi” allo scopo di cogliere messaggi negativi come le autodenigrazioni ; capire cosa c’è dietro un sentimento (ad esempio il senso di offesa che è sotteso alla collera); trovare modi di controllare le paure e le ansie, la collera e la tristezza.
Controllare lo stress: imparare il valore dell’esercizio, della immaginazione guidata e dei metodi di rilassamento.
Essere empatici: comprendere i sentimenti e le preoccupazioni degli altri e assumere il loro punto di vista; apprezzare i diversi modi con cui le persone guardano alla realtà.
Comunicare: parlare dei sentimenti con efficacia; saper ascoltare e saper domandare; distinguere tra ciò che qualcuno fa o dice e le tue reazioni o i tuoi giudizi al riguardo; esporre il proprio punto di vista invece di incolpare gli altri.
Essere aperti: apprezzare l’apertura e costruire la fiducia in un rapporto; sapere quando si può parlare dei propri sentimenti privati senza correre rischi.
Essere perspicaci: identificare modelli tipici nella propria vita emotiva e nelle proprie reazioni; riconoscere modelli simili negli altri.
Autoaccettarsi: sentirsi orgoglioso di sé e considerarsi in una luce positiva; riconoscere i propri punti forti e le proprie debolezze; essere capaci di ridere di se stessi.
Essere personalmente responsabili: assumersi le responsabilità; riconoscere le conseguenze delle proprie decisioni e azioni; accettare i propri sentimenti e umori; portare a compimento gli impegni assunti (ad esempio nello studio).
Essere sicuri di se: affermare i propri interessi e sentimenti senza rabbia o passività.
Saper entrare nella dinamica di gruppo: saper collaborare; sapere quando e come comandare e quando e come eseguire.
Saper risolvere i conflitti: saper affrontare lealmente gli altri ragazzi, i genitori, gli insegnanti; saper negoziare i compromessi in maniera che ambo le parti restino soddisfatte.

Holly Butcher, ultimo post su facebook: “Smettetela di lamentarvi di cose ridicole. La vita è un dono, non sprecatela”

La sua lettera ha fatto il giro del mondo ed è un inno alla vita. Holly Butcher ha scritto un messaggio d’addio su facebook il giorno prima di morire di cancro a 27 anni. Australiana del New South Wales, era affetta dal sarcoma di Ewing (rara forma di tumore osseo).

Qui di seguito pubblichiamo la traduzione della sua lettera pubblica. Sorridi alla vita!

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Un po’ di consigli sulla vita da parte di Hol:

È una cosa strana realizzare e accettare la tua morte a 26 anni. È solo una di quelle cose che ignori. I giorni passano e ti aspetti che continueranno; fino a quando succede l’imprevisto. Mi sono sempre immaginata invecchiare, con le rughe e i capelli bianchi – molto probabilmente perché avevo pianificato di formare una bella famiglia (un sacco di bambini) con l’amore della mia vita. Lo voglio così tanto che fa male.

Questa è la vita; è fragile, preziosa e imprevedibile e ogni giorno è un dono, non un diritto che vi spetta

Ho 27 anni ora. Non voglio andare. Amo la mia vita. Sono felice.. Lo devo ai miei cari. Ma non ho il controllo di essa.

Non ho iniziato questa “nota prima di morire” in modo che la morte sia temuta. Mi piace pensare al fatto che siamo per lo più ignoranti della sua inevitabilità, come un argomento “tabù” che non succederà mai a nessuno di noi.

Voglio solo che la gente smetta di preoccuparsi così tanto dei piccoli stress insignificanti della vita e cerchi di ricordare che tutti abbiamo lo stesso destino dopo tutto, quindi fai tutto quello che puoi affinché il tuo tempo sia degno e grande, senza pensare alle cazzate.

Quelle volte che ti stai lamentando di cose ridicole, pensa a qualcuno che sta davvero affrontando un problema. Sii grato per il tuo piccolo problema e superalo. Va bene riconoscere che qualcosa ti infastidisca, ma cerca di andare avanti e non influenzare negativamente le giornate degli altri.

Una volta che lo fai, esci e fai un grande respiro, guarda come è blu il cielo e quanto sono verdi gli alberi; è così bello. Pensa a quanto sei fortunato a essere in grado di fare proprio questo: respirare.

Oggi potresti aver avuto una cattiva giornata nel traffico o aver dormito male perché i tuoi bambini ti hanno tenuto sveglio, o il parrucchiere ti ha tagliato i capelli troppo corti. Le tue nuove unghie finte potrebbero avere un difetto, le tue tette sono troppo piccole, o hai la cellulite sul sedere e la tua pancia sta traballando.

Lascia perdere tutta quella roba. Giuro che non penserai a quelle cose quando è il momento di andare. È tutto così insignificante quando si guarda alla vita nel suo insieme. Sto osservando il mio corpo deteriorarsi proprio davanti ai miei occhi senza che nulla io possa fare al riguardo e tutto quello che desidero ora è avere solo un altro compleanno o Natale con la mia famiglia, o solo un altro giorno con il mio compagno e il mio cane. Solo un altro.

Sento persone lamentarsi di quanto sia terribile il lavoro o di quanto sia difficile esercitarsi. Sii grato di essere fisicamente in grado di farlo. Il lavoro e l’esercizio fisico possono sembrare cose così banali finché il tuo corpo non ti permette di fare nessuno dei due.

Ho provato a vivere una vita sana, è stata probabilmente la mia passione principale. Apprezza il tuo corpo sano e funzionante, anche se non è la tua taglia ideale. Prenditi cura di te. Muoviti e nutriti di cibo fresco. Non ossessionarti.

Ricorda che è più importante stare in salute che l’aspetto fisico. Lavora altrettanto duramente nel trovare la tua felicità mentale, emotiva e spirituale. In questo modo ti renderai conto di quanto sia insignificante e senza importanza avere uno corpo perfetto per i social media. A tal proposito, elimina qualsiasi account che compare nei tuoi feed di notizie che ti dà la sensazione di farti sentire di merda. Amico o no… Sii spietato per il tuo benessere.

Sii grato per ogni giorno che non hai dolore e anche i giorni in cui non stai bene con l’influenza, un mal di schiena o una distorsione alla caviglia, sii grato per non essere in pericolo di vita.

Dai, dai, dai. È vero che guadagni di più in felicità facendo le cose per gli altri che non facendoli per te stesso. Vorrei averlo fatto di più. Da quando sono malata, ho incontrato persone incredibilmente gentili e generose e ho ricevuto il sostegno più premuroso e le parole più affettuose dalla mia famiglia, dagli amici e dagli estranei; più di quanto potessi mai dare in cambio. Non lo dimenticherò mai e sarò per sempre grata a tutte queste persone.

È una cosa strana avere soldi da spendere alla fine… quando stai morendo. Non è il momento di uscire e comprare cose materiali che solitamente faresti, come un vestito nuovo. Ti fa pensare a quanto sia sciocco pensare che valga la pena spendere così tanti soldi per nuovi vestiti e “cose” nella vita.

Compra qualcosa di carino al tuo amico invece di un altro vestito, prodotto di bellezza o gioielli per il prossimo matrimonio.

1. A nessuno importa se si indossa la stessa cosa due volte

2. Portali fuori a mangiare, meglio ancora, cucinagli. Preparagli il loro caffè. Dai/compra loro una pianta, un massaggio o una candela dicendo loro che li ami. Dai valore al tempo delle altre persone. Non tenerli in attesa perché sei una merda ad essere puntuale. Preparati prima se sei una di quelle persone e apprezza che i tuoi amici vogliano condividere il loro tempo con te, non farli aspettare da soli. Otterrai anche rispetto!

Quest’anno la nostra famiglia ha accettato di non scambiarsi regali di Natale e nonostante l’albero sembrasse piuttosto triste e vuoto è stato così bello perché non abbiamo avuto la pressione dello shopping e lo sforzo unanime è stato rivolto alla scrittura di una bella cartolina. Morale della storia: i regali non rendono il Natale più significativo. Utilizzate i vostri soldi per fare esperienze. O almeno non perderti le esperienze perché hai speso tutti i tuoi soldi in materia. Sforzati a fare quella gita di un giorno in spiaggia che continui a rimandare. Immergi i piedi nell’acqua e scava le dita dei piedi nella sabbia. Bagnati il ​​viso con acqua salata. Prendi parte alla natura. Prova a goderti i momenti invece di catturarli attraverso lo schermo del tuo telefono. La vita non è pensata per essere vissuta attraverso uno schermo, né si tratta di ottenere la foto perfetta … goditi il ​​momento! Smetti di provare a catturarlo per gli altri.

Domanda retorica casuale. Le poche ore che passi a fare i capelli e il trucco ogni giorno o ad uscire per una notte ne valgono davvero la pena? Non l’ho mai capito.

Alzati presto e ascolta gli uccelli mentre osservi i bellissimi colori che il sole fa mentre sale. Ascolta la musica … ascolta davvero. La musica è terapia. Quella vecchia è la migliore. Coccola il tuo cane.  Parla con i tuoi amici. Metti giù il telefono. Viaggia se è il tuo desiderio, non farlo se non lo è. Lavora per vivere, non vivere per lavorare. Seriamente, fai ciò che rende il tuo cuore felice. Mangia la torta. Zero senso di colpa. No alle cose che davvero non vuoi fare. Non sei costretto a fare ciò che le altre persone potrebbero pensare sia una vita appagante, potresti desiderare una vita mediocre e va bene.

Dillo ai tuoi cari che li ami ogni volta che ne hai la possibilità. Inoltre, ricorda se qualcosa ti sta rendendo infelice, hai il potere di cambiarlo – nel lavoro, nell’amore o in qualunque cosa possa essere. Abbi il coraggio di cambiare. Non sai quanto tempo hai su questa terra, quindi non sprecarlo.

Oh e un’ultima cosa, se puoi, fai una buona azione per l’umanità (e  per me) e inizia a donare regolarmente sangue. Ti farà sentire bene con il bonus aggiuntivo di salvare vite. Mi sembra che sia qualcosa di così sottovalutato considerando che ogni donazione può salvare 3 vite!

La donazione di sangue mi ha mantenuto in vita un anno in più – sarò per sempre grata di averlo trascorso qui sulla Terra con la mia famiglia, gli amici e il cane. In un anno ho avuto alcuni dei più grandi momenti della mia vita.

..Finché non ci rincontreremo.

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Tristezza, rabbia, sensi di colpa, ansia vi pervadono? Niente paura, è questa la strada della felicità!

Noi tutti vogliamo essere felici. Siamo costantemente alla ricerca della felicità.

Perché la felicità, dicono, dà la possibilità di avere carriere più gratificanti, matrimoni più duraturi e relazioni più strette con i propri figli.
Ma cosa succede se non ti senti sempre felice? Spesso si ha più familiarità con emozioni come la tristezza, senso di colpa e rabbia, vero?

Lo psicologo Tim Lomas ha un messaggio rivoluzionario per noi: i nostri sentimenti negativi non solo sono normali e naturali, ma possono servire come percorsi per la felicità.

Tali emozioni non sono sbagliate, spesso anzi sono le più appropriate e possono nascondere messaggi potenti per noi, che se sapientemente utilizzati, possono aiutarci a costruire una vita più gioiosa e soddisfacente.
Possiamo sfruttarli per trasformarli in una forza positiva per il cambiamento. Ecco come …

Perché nella vita sono necessari tristezza, rabbia e sensi di colpa
TRISTEZZA
Possiamo guardare la tristezza in modi diversi. Diventiamo principalmente tristi quando le persone, i luoghi e persino gli oggetti di cui ci curiamo vengono minacciati, feriti o li perdiamo. La tristezza è espressione di amore e cura. Per sopportarla scegliamo la penitenza, l’auto-esilio che non ci fa più uscire di casa. Ma non è così negativa. Ci chiudiamo per proteggerci, perché ci sentiamo troppo vulnerabili. Restiamo nel rifugio a leccarci le ferite, finché non ci sentiamo abbastanza forti da uscire.
I neurobiologi riconoscono in questo processo una forma di letargo. Così come alcuni animali si ritirano dalla durezza dell’inverno, la tristezza può servire come un bozzolo scuro, ma rigenerante.
La tristezza ha altri vantaggi, anche, non meno importanti: ci aiuta a fare valutazioni più realistiche di altre persone. Piangere può essere catartico e letteralmente farci vedere più chiaro.
Si possono avere rivelazioni importanti durante i momenti più down: che il partner che ci ha lasciato era irresponsabile, forse, o crudele. Quando realizziamo tristemente che quell’amico era solo l’amico giusto in quello spazio temporale.
Armati di queste conoscenze, la tristezza può guidarci su un corso diverso con prospettive di felicità a lungo termine.
Perché nella vita sono necessari tristezza, rabbia e sensi di colpa

NOIA
A volte il peso della noia piomba opprimente.
La noia ha tradizionalmente avuto una cattiva reputazione. Ma cosa succede se ha il potere di sbloccare intuizioni profonde della vostra vita o attingere a riserve nascoste di inventiva?
Grandi opere di Michelangelo o scoperte di Einstein, furono fatte durante i momenti in cui la mente cessava la sua grande attività. Come se, durante la noia, il subconscio emergesse con nuove soluzioni a vecchi problemi. La noia può essere virtuosa, svegliare il circuito di interconnessioni cerebrali e dare adito a visioni artistiche. Allora sedetevi sul treno e lasciate che la vostra mente vaghi in valli sconosciute e forgi nuove connessioni – la chiave per la creatività e l’innovazione.Perché nella vita sono necessari tristezza, rabbia e sensi di colpa

SENSO DI COLPA.
A un certo punto della vita, quasi tutti avvertiamo un senso di colpa. Per vari motivi. Perché abbiamo tradito il nostro partner o  per le confidenze di un amico. O si potrebbe sentire un senso di colpa sociale ben più ampio, quando prendiamo coscienza dei senzatetto sotto casa o della disperazione dei rifugiati. Ma il senso di colpa può aiutarci a diventare persone migliori.
Hai avuto una giornata tremenda per svariate ragioni? E quando tua madre al telefono inizia a parlare di cose che reputi futili le rispondi bruscamente? In seguito si consumerà il senso di colpa. Non è colpa di tua madre che hai avuto una brutta giornata; essere cattivo con lei è stato ingiusto e crudele.
È possibile trasformare il senso di colpa in una potente esperienza di apprendimento. È solo quando riflettiamo sui nostri errori che troviamo la motivazione per crescere.

RABBIA
Quando è stata l’ultima volta che ti sei sentito arrabbiato? Forse è stato provocato da qualcosa che ti ha profondamente ferito, come un tradimento. O forse è stata innescata da qualcosa di molto più prosaico, come essere bloccato in un ingorgo o quando si è bloccato il computer. È lì che si accende la scintilla.
In questi casi basterebbe ammettere che non abbiamo pazienza, iscriverci a un corso di meditazione o cambiare orari, per risolvere. Se invece la furia deriva dal tradimento del partner, si fa più eloquente e assertiva.
Se è una figura del passato, vi tormenta. A questo punto, usate la rabbia per diventare persone diverse da quelle che vi hanno ferito, persone migliori. La missione è rifiutare e sovvertire il potere che avevano su di voi, fino a rendere innocui quei ricordi.
Perché nella vita sono necessari tristezza, rabbia e sensi di colpa

SOLITUDINE
La solitudine è opprimente, è la calamità del 21 ° secolo. Siamo sempre connessi ma nello stesso tempo anche separati. C’è un paradosso: non vogliamo stare soli ma allo stesso tempo spesso non vogliamo vedere gli altri. È normale volersi rifugiare in oasi di pace, senza interazione umana. Ma c’è una bella differenza fra cercare la solitudine e temerla o subirla. La chiave è trovare il positivo in uno stato d’animo solitario, apprezzando il valore e la bellezza della solitudine, piuttosto che cercare di ‘risolvere’ attraverso una continua ricerca di società. Si può farlo cominciando a vedere la nostra situazione non come desolata e vuota, ma piena di potenziale di crescita. Non più influenzati dalle opinioni degli altri, si può essere veramente indipendenti.

ANSIA
È perfettamente naturale sentirsi in ansia, è il segno che stiamo mettendo alla prova i nostri limiti e disegnando un nuovo percorso. Essenzialmente ci avvisa dei rischi che corriamo, un radar interiore che si assicura che stiamo attenti riguardo ai pericoli. È meglio essere preoccupati che compiaciuti.
Quando ci sentiamo in ansia, non dovremmo vederlo come un difetto, ma come un avviso che si sta uscendo dalla vostra zona di comfort. Abbracciamola nella consapevolezza che nuove esperienze possono aprire eccitanti capitoli nella nostra vita.

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Lo psicoterapeuta Scardovelli mette in guardia su Facebook: attenzione alla società dei like

Il giurista e psicoterapeuta Mauro Scardovelli ha commentato sul blog Byoblu l’intervista all’ex vice-presidente di Facebook, Chamath Palihapitiya, pubblicata dallo stesso blog, nel corso della quale Palihapitiya ha criticato aspramente il social network mettendo in guardia gli utenti della rete. Scardovelli fa una disanima attenta della società attuale, la società dei like tirando in ballo Platone e McLuhan per spiegare il tragico epilogo dei rapporti umani e sociali. Lo stesso Palihapitiyaparla parla di enormi tensioni con i suoi amici dovute all’utilizzo di facebook.

E non solo: ci sono ricadute pesanti sulla memoria e si mette sullo stesso piano un fatto importante da uno meno importante, tutto diventa equivalente.

“Mi sento tremendamente in colpa. Penso che noi tutti sapessimo, – dice l’ex vice di Facebook – nel profondo di noi stessi, anche se abbiamo finto di no. E ci eravamo convinti che probabilmente non ci sarebbero state conseguenze inattese, non davvero così gravi. Io penso che nei recessi profondi della nostra mente sospettavamo che qualcosa di brutto sarebbe potuto accadere, ma penso che il modo in cui noi lo lo immaginavamo, non fosse questo. Letteralmente siamo arrivati ad un punto, oggi, dove credo che abbiamo creato strumenti che stanno disintegrando il tessuto sociale su cui è basata la Società. E io vorrei incoraggiare voi tutti, quali futuri leader del mondo, a prendere veramente coscienza di quanto questo sia importante. Se tu nutri la bestia, quella bestia ti distruggerà! Se invece la respingi, abbiamo la possibilità di controllarla e rimetterla al suo posto. Gli stimoli di feedback a breve termine, basati sulla dopamina, che abbiamo creato, stanno distruggendo il modo in cui la società funziona”.

“Viviamo – sottolinea Scardovelli – in una società psicotico-delirante, nella quale l’economia è un delirio, ma ancor di più la finanza, la politica e la filosofia, che questi discorsi non li promuove. Oggi i veri filosofi sono pochissimi, perché i veri filosofi sono coloro che amano l’umanità, in quanto filosofia vuol dire amore per la sapienza, amore per la conoscenza, amore per la natura (“Physis”, natura) e dunque amore per la vita e per gli esseri umani. I veri filosofi sono coloro che ci amano e che sono disposti a fare qualsiasi cosa per aiutarci“.

A scuola di empatia: in Danimarca i bambini vanno a lezione di emozioni

Nelle scuole in Danimarca, oltre alla matematica e alle altre materie tradizionali, si insegna l’empatia.

La lezione, per gli studenti dai 6 ai 16 anni si chiama Klassens tid: un momento in cui si condividono emozioni, problemi personali o difficoltà imparando ad ascoltare gli altri e trovando insieme soluzioni con l’aiuto dei compagni e dell’insegnante.

L’empatia,  dal greco en pathos, “sentire dentro”, è la capacità di mettersi nei panni degli altri, di porsi nella situazione di un’altra persona o, più esattamente, di comprendere immediatamente i processi psichici dell’altro.

Numerosi studi dimostrano che i livelli di empatia sono diminuiti fino al 40% negli ultimi 30 anni, mentre il narcisismo è in costante aumento.

Perché insegnare l’empatia è così importante?
L’insegnamento dell’empatia non solo rende i bambini più sensibili dal punto di vista emotivo e sociale e riduce notevolmente il bullismo, ma può anche aiutarli ad essere più felici in futuro.

Successful Teacher and students jump in front of a blackboard with math work in a classroom or class school while lesson

La lezione è resa ancora più piacevole grazie al momento “Klassens time kage”, una torta al cioccolato che i ragazzi preparano e portano in classe a turno. L’obiettivo? Creare un’atmosfera piacevole ed accogliente, chiamata “hygge” e aiutare a far crescere la propria empatia e quindi la capacità di percepire e condividere le emozioni altrui.

Hygge è un sostantivo usato per definire un sentimento, un’atmosfera sociale, un’azione correlata al senso di comodità, sicurezza, accoglienza e familiarità. Secondo un sondaggio dell’Unione Europea, i cittadini danesi sono i più felici del mondo, visto che passano più tempo con la famiglia e con gli amici e si sentono più rilassati degli altri.

“La vita è un miracolo, non sprecatela nel consumismo”. Pepe Mujica

“La vita è un miracolo, non sprecatela nel consumismo”. È José Pepe Mujica, presidente emerito dell’Uruguay, a pronunciare queste parole contro una società sempre più materialista.

“Se non posso cambiare il mondo posso cambiare la mia condotta personale e la posso cambiare adoperandomi nella ricerca della felicità”, afferma l’autore del libro “La felicità al potere”.

“È fondamentale difendersi dagli attacchi del mercato. E per far ciò serve la sobrietà nel vivere, che consiste nel trovare il tempo di vivere. Questo è l’unico reale esercizio della nostra libertà”.


José Mujica, soprannominato Pepe Mujica, è stato Presidente dell’Uruguay dal 2010 al 2015.

Ex Tupamaros, combattente per la libertà negli anni ’60 e ’70, è stato detenuto come ostaggio dalla dittatura tra il 1973 e il 1985.

Egli sostiene una filosofia di vita incentrata sulla sobrietà: imparare a convivere con ciò che è necessario e più giusto.
Mujica, conosciuto come il presidente povero, è vegetariano, ha un maggiolino azzurro degli anni ’70 e vive in una fattoria fuori da Montevideo con la moglie Lucia e i suoi cani. Durante il suo mandato ha rifiutato lussi e privilegi, donato il 90% del suo stipendio ai poveri e ad organizzazioni non governative, vivendo senza conto in banca e con meno di 1000 euro al mese. Ha suscitato molto clamore la sua campagna a favore dell’aborto, per il riconoscimento delle coppie gay e soprattutto per la legalizzazione della marijuana al fine di contrastare la criminalità.

Per comprendere la sua filosofia basta ascoltare queste parole: “Ci inventiamo una montagna di consumi superflui. Stiamo sprecando le nostre vite, perché quando io compro qualcosa non lo compro con il denaro ma con il tempo che ho speso per guadagnare quel denaro. L’unica cosa che non si può comprare è la vita. La vita si consuma. Ed è da miserabili consumare la vita per perdere la libertà”.

Nella testa di una ragazza autistica: la sconvolgente esperienza virtuale (video)

Provate a guardare questo video. Vediamo se sarete così forti da farlo fino alla fine. Perché sarà come entrare dentro i pensieri di un’adolescente autistica. Per soli sette minuti però. Pensate ad intere ore, giorni, una vita vissuta così.
Condividerete con Layla il sovraccarico sensoriale che porta al meltdown (una risposta intensa ed acuta in seguito ad una situazione travolgente). Il dramma offre agli spettatori una potente prospettiva in prima persona sulle sfide sociali che si possono presentare alle persone che hanno a che fare con lo spettro dell’autismo.

Durante il film, gli spettatori sentono i pensieri di Layla, espressi dall’adolescente Honey Jones. La storia è stata sviluppata dopo vari gruppi intensivi ed interviste sullo spettro dell’autismo e con l’input della National Autistic Society, dell’Autism Research Trust e dell’Università di Cambridge Autism Research Center.

Gli effetti visivi e uditivi del film si basano sui tipi di sintomi osservati in individui autistici, quali difficoltà nell’elaborazione dei volti e ipersensibilità alle luci, rumori e forti odori.

Le femmine dello spettro dell’autismo spesso non vengono riconosciute e supportate, con gravi conseguenze per il loro benessere e la salute mentale. Ciò è dovuto in parte perché il sistema di diagnosi è principalmente rivolto ai maschi.

Attenzione: questo film contiene effetti che possono causare ansia

In Islanda le strisce pedonali in 3D per far rallentare gli automobilisti

Nella piccola città islandese di Ísafjörður, dedita alla pesca, sono emerse, letteralmente, dalla strada delle innovative strisce pedonali che faranno la differenza in termini di sicurezza stradale. I nuovi attraversamenti pedonali sono stati verniciati in maniera tale da sembrare dei blocchi di cemento per mezzo di un’abile illusione ottica tridimensionale.

Non solo il design innovativo in 3D offre ai passeggeri la sensazione di camminare per aria, ma anche mette in guardia i conducenti, che alla vista delle strisce “galleggianti” rallenteranno la loro velocità di guida. L’assessore ambientale islandese Ralf Trylla ha chiesto la collocazione delle strisce nella città di Ísafjörður dopo aver visto un progetto simile a Nuova Delhi, in India.

Per maggiori informazioni: Gústi Productions, Vegmálun GÍH

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La passerella mozzafiato per ammirare la foresta danese

Lo studio di architettura EFFEKT ha progettato una passerella altissima a spirale che si innalzerà sopra una foresta in Danimarca per la felicità di escursionisti e Instagrammers. L’idea è quella di offrire vedute dell’area senza compromettere l’ambiente.

La torre sarà costruita in maniera tale da sembrare avvolgente, superando i 45 metri circa. La costruzione della clessidra sarà realizzata ad un’ora a sud di Copenaghen, a Glisselfeld Kloster, Haslev. Sarà costituita da una rampa interna in legno lunga 600 metri, che raccoglierà i visitatori dalla foresta e li porterà lassù in alto culminando con una vista a 360° del paesaggio collinare, caratteristico della regione.

Le strutture che compongono l’itinerario verso la torre sono state suddivise in due sezioni: l’alta passerella si estenderà tra gli alberi più antichi della foresta, mentre il percorso più basso si muove attraverso le aree più giovani.
Il progetto, unico nel suo genere, dovrebbe essere terminato nel 2018.

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Zadie Smith: “I social network negano il diritto di poter sbagliare”

La scrittrice britannica Zadie Smith mette in guardia dai social network. L’autrice di Denti Bianchi che non ha né twitter né instagram, spiega, in un evento dal vivo con la giornalista del New Yorker Jia Tolentino a New York, come rimanere lontani dai social media le dà “il diritto di poter sbagliare” senza temere le reazioni di altre persone, dicendo inoltre che se avesse conosciuto le reazioni dei lettori ai suoi lavori, non sarebbe stata in grado di scrivere.

Quindi evitando Twitter e Instagram protegge il suo “diritto di sbagliare”, che sarebbe inibito da una reazione pubblica immediata.

Voglio esprimere i miei sentimenti, le mie emozioni, anche se sbagliate, anche se inopportune, nella privacy del mio cuore e della mia mente. Non voglio essere bullizzata per questo”.

Ha continuato a dire: “Capisco che sia importante essere appropriati nella vita pubblica, nella vita sociale, nella vita politica. Ma nella tua anima? No, questa è una cosa diversa”.

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Anonymous: la Nasa sta per annunciare l’esistenza degli alieni

Esistono gli alieni? Molto probabilmente sì.
Anonymous: la Nasa sta per annunciare l'esistenza degli alieni
Secondo il gruppo di hacktivisti Anonymous, che ha precedentemente hackerato i siti dell’Isis e di Trump, pare che la Nasa stia per annunciare l’esistenza della vita aliena.

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Nell’ultimo video postato dal gruppo su youtube, si fa riferimento all’ultima riunione del comitato scientifico, spaziale e tecnologico statunitense, nel corso della quale un portavoce della Nasa, il professor Thomas Zurbuchen, avrebbe dichiarato: “La nostra civiltà è sul punto di scoprire la prova della vita aliena nel cosmo. Tenendo conto di tutte le diverse attività e missioni che sono alla ricerca della vita aliena, siamo sul punto di fare una delle scoperte più profonde e senza precedenti nella storia”.
Il sito web di Anonymous aggiunge: “La prova sicura sembra implicare che qualcosa stia succedendo sopra i cieli. Potrebbe sembrare una teoria forzata, ma le evidenze che supportano la vita extraterrestre sono in aumento”.

La scorsa settimana, la Nasa ha scoperto 219 nuovi pianeti, 10 dei quali “pianeti rocciosi” come la Terra.

Questo fa salire il numero totale di pianeti scoperti dal telescopio spaziale Keplar a 4.034, di cui 50 sono descritti dalla Nasa come simili alla Terra.

Colpevoli di etnocentrismo. Quando il dolore appartiene solo all’Occidente

Mi pare, Usbek, che noi giudichiamo le cose solo riferendole inconsapevolmente a noi stessi […]. È stato detto molto bene che se i triangoli facessero un Dio, gli darebbero tre lati“. Sono le parole di Rica, uno dei personaggi principali del romanzo epistolare Lettere Persiane (1721), opera dello scrittore illuminista francese Charles de Montesquieu.

Nella sua affermazione si può afferrare il senso dell’etnocentrismo e cogliere anche una evidente critica a quella tendenza a interpretare ogni cosa secondo il punto di vista della cultura a cui si appartiene, ritenuta, apertamente o implicitamente, superiore alle altre.

Agganciandoci ai drammatici fatti di attualità sul terrorismo, e alla parola etnocentrismo, tornano in mente le parole di Tiziano Terzani: “Purtroppo, oggi, sul palcoscenico del mondo noi occidentali siamo insieme i soli protagonisti ed i soli spettatori, e così, attraverso le nostre televisioni ed i nostri giornali, non ascoltiamo che le nostre ragioni, non proviamo che il nostro dolore”.

Il nostro punto di vista. Il nostro dolore, la nostra paura, la nostra sicurezza, la nostra vita. Come se quella degli altri popoli non contasse nulla o contasse meno. Nel frattempo lì, in quei posti lontani spesso dai nostri cuori e dalle nostre menti, il contatore delle vittime (di guerra o violenza) continua a crescere quotidianamente senza sosta: nelle scuole, nei mercati, nelle moschee.

Quello che è successo a Manchester è terribile e ci angoscia profondamente, ci dilania. Qual è sarà la prossima città ad essere colpita? Come possiamo reagire ad una situazione così indefinita e imprevedibile? Qual è può essere la risposta più adeguata a tutta quest’ondata di violenza e stragi?

Non siamo stati forse noi occidentali ad aver incancrenito ed esasperato questa situazione incattivendo nel tempo quei popoli, violentandoli con guerre ad hoc che non hanno portato a nulla?

È dai tempi del colonialismo che cerchiamo a tutti i costi di imporre la nostra civiltà, di civilizzare gli altri, con quale diritto, con quale presunzione e pretesa e poi? Chi riconosce la nostra indiscussa civiltà? Le nostre bombe in Iraq, in Afghanistan, in Siria sono forse segni tangibili della nostra civiltà?

Non è forse la pace e la fine di tutte quelle guerre e dello sfruttamento di quelle popolazioni l’unico rimedio o almeno il tentativo di attenuare le tensioni attualmente esistenti? Non è forse la fine del nostro atteggiamento di supremazia e arroganza su di loro una risposta plausibile o quantomeno auspicabile? Perché non riusciamo per una volta ad essere empatici o pensiamo soltanto a metterci NOI in sicurezza e a trovare quindi solo la nostra soluzione e la nostra pace?

 

Addio a Chris Cornell, voce dei Soundgarden ed icona del grunge

Whatsoever I’ve feared has come to life
Whatsoever I’ve fought off became my life
Just when everyday seemed to greet me with a smile
Sunspots have faded and now I’m doing time
Cause I fell on black days

Fell on Black Days. Non ci può essere canzone più triste oggi.  Chris Cornell, cantante della storica band dei Soundgarden, è morto all’età di 52 anni. Ne ha dato notizia l’Associated Press parlando di una morte “improvvisa ed inaspettata”, secondo quando dichiarato dal suo agente Brian Bumbery.

Chris Cornell era in tour con i Soundgarden (dopo la reunion del 2010), gruppo icona del movimento grunge di Seattle nei mitici anni ’90 insieme a Nirvana, Pearl Jam ed Alice in Chains.

soundgarden

L’album del 1994, Superunknown, è stato un enorme successo commerciale: ha ricevuto Grammy per i singoli “Spoonman” e “Black Hole Sun“. Nel 2002, Cornell ha inoltre dato vita agli Audioslave, con membri dei Rage Against the Machine.

Di lui, oltre alla carriera solista, rimarrà nel cuore un altro grande progetto: Temple of the dog.

chris 90

Cornell si trovava a Detroit dopo aver partecipato all’ultima sua esibizione pubblica al Fox Theatre poche ore prima del decesso. Era nel mezzo di un tour americano che ha fatto sold out dappertutto.

Se ne è andato un pezzo importante della storia del rock, una voce unica e potente.

I sure don’t mind a change
But I fell on black days
How would I know that this could be my fate

chris cornell